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Economia: Cinquemila assunzioni ma tre quarti sono camerieri e cuochi PDF Stampa
Lunedì 07 Novembre 2011 09:49
CAGLIARI. Cinquemila assunzioni in Sardegna nell’ultimo trimestre.
I tre quarti degli assunti vanno a ricoprire le funzioni di cuoco e cameriere.
In grandissima parte si tratta di assunzioni stagionali, limitate ai mesi estivi.
Sono i dati dell’Unioncamere pubblicati nel bollettino trimestrale «Excelsior Informa».
Con la ricerca di profili professionali poco qualificati e con la caratteristica di essere immediatamente disponibili per il lavoro stagionale, si giustifica l’alto numero di persone che hanno trovato lavoro nell’ultimo trimestre facendo scendere il tasso di disoccupazione dal 14,68 al 13,1 per cento.
Secondo il bollettino che Unioncamere elabora con il ministero del lavoro, non è andata male nemmeno l’occupazione dell’industria ma, se si scorpora il dato, si può osservare che il maggior numero delle assunzioni, (840 su 1350), sono state compiute dalle imprese delle costruzioni.
Altre figure professionali che hanno trovato un’occupazione: 800 tra commessi e personale destinato alla vendita; 670 muratori, carpentieri e gruisti. Un’assunzione su dieci - si legge nel Bollettino Excelsior Informa - è destinata a personale immigrato. Anche perché ci sono difficoltà di reperimento di molte figure professionali: “Quelle più marcate sono segnalate nel settore della metalmeccanica (71%) e tra le imprese con meno di cinquanta dipendenti (26%)”. Ci sono segnali di cambiamento che Unioncamere segnala nel Bollettino: il numero delle imprese sarde attive, (oltre 147 mila a fine marzo scorso), ha ripreso ad aumentare e questo è un buon segnale.
Diminuiscono le micro imprese, spesso ditte individuali, e le altre forme giuridiche minoritarie mentre, sia pure di poco, aumentano le società di capitali e di persone e le imprese del terziario. Per le società, l’aumento è dovuto al cambiamento di forma giuridica e non alla nascita di vere e proprie imprese nuove ma si tratta comunque di un fatto positivo. Una crescita modesta che non ha permesso di recuperare gli andamenti negativi del biennio precedente, così che il numero delle imprese attive nell’isola è inferiore dell’1,6% alla media del 2008, riduzione che sfiora il meno 8% per le imprese industriali e il meno 4% per le ditte individuali.
 Lo scenario è “appesantito” dall’eccedenza della forza lavoro, misurata sia dal numero delle persone in cerca d’occupazione (101 mila), sia dal tasso di disoccupazione superiore di sei punti sulla media nazionale, e, infine, dal grande ricorso alla cassa integrazione.
La nuova Sardegna.