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Allagamenti e disagi in Sardegna: dossier del CAL Sardegna PDF Stampa
Lunedì 07 Novembre 2011 10:39

Pioggia e alluvioni: Genova nel mese di Novembre 2011

Forti raffiche di vento e pioggia hanno colpito la Sardegna nel Weekend scorso.

Allagamenti e morti aGenova, disagi e allagamenti anche in Sardegna.

Mentre l'Italia piage le sue vittime, anche qui da noi, in Sardegna, è forte il disagio per i problemi legati alle raffiche di vento e pioggia di questi giorni.

La spiaggia del Poetto di Quartu invasa dall'acqua piovana e dalle mareggiate, allagamenti anche a Oristano, Bosa e Riola.

Un Weekend grigio nella raccolta di articoli realizzata dal nostro Ufficio stampa... 

 

 
 
 
La spiaggia allagata: il Poetto.Le piogge continueranno su Piemonte e Liguria ma non risparmieranno neppure l'Isola.
Mareggiate, raffiche di vento e soprattutto acqua piovana hanno interessato nelle ultime ore la nostra Regione.
A Capoterra questi ultimi due giorni hanno tenuto gli abitanti col fiato sospeso. 
Soprattutto lo scirocco con i suoi rovesci, ha interessato la Sardegna: a Frutti d'Oro il mare ha raggiunto diverse case.
Il forte vento ha costretto vigili del fuoco, forestale e protezione civile a ripetuti interventi, anche se i giornali regionali di oggi affermano "non c'è mai stata vera emergenza".
Tuttavia, a Fluminimaggiore un tratto della strada statale 126 è stata chiusa al traffico. Disagi nelle operazioni commerciali nel porto di Sant'Antioco, a Bosa, a Oristano, a Cagliari.
L'Ufficio stampa del CAL Sardegna ha setacciato i quotidiani isolani per fornirvi le seguenti informazioni. Buona lettura.
 
 
 
 
 
 
DA
 
L'UNIONE SARDA
 
 
 
 
Un week end di allagamenti per Bosa come Oristano dove i vigili del fuoco sono dovuti intervenire in varie zone del capoluogo per liberare scantinati e alcuni edifici invasi dall'acqua.
Per due giorni a Bosa il Temo ha riproposto il solito cliché della stagione autunnale.
 
Il livello dell'acqua si innalzato di quasi due metri a causa della mareggiata che ne ha impedito il regolare deflusso.
A nulla è servito il molo in costruzione per arginare i colpi di mare da maestrale. Stavolta il vento impetuoso di libeccio ha alzato barriere d'onde e il risultato è stato l'elevarsi del livello del fiume nel tratto interno all'abitato.
 
Le intense piogge delle ultime 24 ore, cadute in tutto il bacino, hanno fatto il resto. Gli unici problemi li ha creati il canale che corre sotto via Pischedda: lo sbocco sul fiume è strozzato da una strana curva e le intense precipitazioni lo fanno collassare. Per questo, allagamenti si sono verificati in qualche incrocio sulla strada per l'ospedale.
Altra situazione a rischio a S'istagnone: per tutta la notte pompe in azione per svuotare le zone basse, allagate a causa della totale insufficienza della rete di raccolta delle acque metoriche.
Capita, quanto si costruisce ai piedi delle colline a ridosso di una zona storicamente alluvionale.
Allagamenti e disagi anche a Oristano dove sabato soprattutto e in parte domenica la pioggia intensa non ha risparmiato scantinati e strada.
 
Problemi anche per il forte vento. I vigili del fuoco sono dovuti intervenire domenica pomeriggio a Torangius e in via Alghero per diversi allagamenti.
Disagi anche in una casa a Riola e nell'abitazione di una famiglia di San Nicolò Arcidano per alcune infiltrazioni dal tetto.
A Solarussa invece è crollato un muro di recinzione, nessun problema per le persone.


L'Unione Sarda del 7 novembre 2011.
 
 
 
Sullo stesso giornale segnaliamo:
 
 
Fluminimaggiore,126 chiusa Capoterra, paura sulla costa
 
 

SULCIS. A Sant'Antioco lo scirocco ha raggiunto i 22 nodi Allerta meteo sulla Sardegna nelle prossime 12 ore.
Le piogge continueranno su Piemonte e Liguria ma non risparmieranno neppure l'Isola.
A Capoterra questi ultimi due giorni hanno tenuto gli abitanti col fiato sospeso. I forti rovesci e soprattutto lo scirocco (a Frutti d'Oro il mare ha raggiunto diverse case) hanno costretti vigili del fuoco, forestale e protezione civile a ripetuti interventi, anche se non c'è mai stata vera emergenza. A Fluminimaggiore un tratto della strada statale 126 è stata chiusa al traffico. Disagi nelle operazioni commerciali nel porto di Sant'Antioco.
 
Il maltempo ha provocato enormi problemi anche nel Sulcis Iglesiente, con Protezione civile, vigili del fuoco, Anas, Capitaneria di porto e forze dell'ordine in prima linea per prevenire o limitare i pericoli. Una delle conseguenze più gravi delle forti piogge di ieri è stato l'allagamento di un tratto della strada statale 126 all'altezza di Fluminimaggiore. L'interruzione del traffico è stata decisa dai tecnici dell'Anas. A Sant'Antioco i maggiori disagi li ha provocati lo scirocco che ha raggiunto raffiche di 22 nodi.
La Capitaneria si è vista costretta a modificare il traffico: la nave Robur (battente bandiera italiana) la cui partenza per Monfalcone era prevista per venerdì, leverà l'ancora solo oggi. A Carbonia (ma anche in altri centri del territorio) la pioggia ha provocato allagamenti in strade e rioni spesso imputabili all'inadeguatezza di diversi canali di guardia e all'intasamento dei tombini.
La Protezione civile è rimasta impegnata per evitare che si verificassero ulteriori situazioni di rischio.
 
 
Dopo il caos di sabato notte ancora ritardi per i traghetti
 
 
 
Fonte: L'Unione Sarda del 7.11.2011
OLBIA. Intervento dei vigili del fuoco nei garage di un hotel.
Dopo la paura e i danni di sabato notte, ieri a Olbia si è lavorato per mettere in sicurezza le zone della città maggiormente colpite dalla bufera di acqua e vento ampiamente annunciata dalla Protezione civile. I vigili del fuoco hanno effettuato numerosi interventi soprattutto nei quartieri periferici di Olbia. Molti gli edifici allagati, anche se i danni provocati dal maltempo, tutto sommato, sono contenuti.
Ancora problemi, invece, per i trasporti. Le navi Tirrenia e Moby in arrivo a Olbia da Civitavecchia e Livorno hanno attraccato con parecchie ore di ritardo. Il traghetto Sardinia Ferries proveniente da Livorno e diretto a Golfo Aranci, a causa del forte di scirocco è stato dirottato a Olbia.
Sempre a Golfo Aranci le intense precipitazioni di sabato hanno provocato seri problemi in alcune zone del paese, quelle che la Protezione civile tiene sempre sotto controllo. I volontari hanno provveduto a liberare i canali di scolo per evitare l'allagamento degli edifici.
Nell'aeroporto Costa Smeralda, invece, nessun problema, a parte qualche piccolo ritardo. A Olbia vigili del fuoco e Protezione civile hanno lavorato sino alle prime di ore di domenica per risolvere le situazioni ad alto rischio. Il parcheggio interno di un albergo, in pieno centro storico, è stato liberato da fango e acqua.
Le operazioni di messa in sicurezza dell'edificio sono state completate soltanto dopo diverse ore di lavoro. Diversi automobilisti sono finiti fuori strada sulla Olbia-Tempio, fortunatamente senza gravi conseguenze. Resta l'allerta meteo della Protezione civile in tutta la Gallura, almeno sino a mercoledì.
 
 
Assalto al Poetto allagato Spiaggia sommersa fino all'ex ospedale Marino
 
 
Tantissimi con la macchina fotografica per “catturare” l'insolito panorama Il tam tam è iniziato sabato.
Prima con il passaparola, attraverso telefonate e sms. Poi su Facebook sono comparse le prime foto della spiaggia del Poetto allagata, immagini e video. Istantanee surreali, che hanno creato allarme in città perché sembrava proprio che il mare si fosse “mangiato” l'arenile: l'acqua infatti arrivava fino alla strada e solo ieri si è parzialmente ritirata, creando però dei veri e propri laghi in mezzo alla spiaggia.
Tutta colpa del tipo di sabbia utilizzata per il ripascimento, che in occasioni come queste crea un manto impermeabile che impedisce il drenaggio.
L'ASSALTO
E così, nonostante il maltempo, tanti cagliaritani hanno preso d'assalto il lungomare per le ragioni più diverse: chi per fare una passeggiata e ammirare un panorama inusuale, chi, armato di tavola da surf, si è subito buttato in acqua per cavalcare le onde.
Altri, magari con giacca impermeabile, non hanno rinunciato alla sessione quotidiana di corsa. Ma il vero fenomeno sono stati i tanti fotografi amatoriali, che armati di compatte o con le più professionali reflex, hanno battuto l'arenile alla ricerca dell'inquadratura migliore.
Ovviamente da postare il prima possibile sui social network.
GLI SCALATORI
Per ammirare il “mare in spiaggia”, il punto d'osservazione migliore era la Sella del Diavolo.
Ed è proprio nella rocca che si affaccia sul mare che i più temerari si sono avventurati per scrutare il panorama. Come una giovane coppia che, per ammirare saline, spiaggia e costa infrante dalle onde, sotto il cielo plumbeo e in un silenzio rotto solo dalle gocce della pioggia che picchiavano sulla roccia, ha affrontato la scalata e l'acquazzone. Dall'alto, infatti, si potevano osservare chiaramente le zone più colpite dalla mareggiata: dalla Quarta fermata fino all'ex ospedale Marino.
Questa volta, un'invasione davvero impressionante.
 
L'ALLAGAMENTO
«Sabato eravamo accerchiati dall'acqua», ha detto Roberto Pusceddu, dipendente del Lido. Nonostante le onde alte nessuno ha avuto paura. «Al massimo un po' di apprensione», ha raccontato, «perché tutti sono rimasti impressionati da ciò che è successo nel resto d'Italia». È lo stesso barista che ha spiegato come «nella parte orientale (a sinistra, com'è conosciuta dai frequentatori dello stabilimento) non si vedeva la sabbia: l'acqua è arrivata fino alle cabine». Ma è il lago d'acqua salata si è formato anche oltre i confini dello stabilimento balneare.
 
 
 
I FOTOGRAFI
Quarta, Quinta, Settima e Ottava. Sono queste le fermate del Poetto che hanno subito gli effetti più imponenti della mareggiata. Ed è qui che si sono concentrati gli appassionati di fotografia. «Un po' più a destra, ok va bene così». Click. Gabriele Ruggiu, 29enne cagliaritano, ieri dava indicazioni alla sua compagna per un ritratto vista spiaggia allagata con Sella del Diavolo alle spalle. «Ho sentito parlare della mareggiata da amici», ha detto, «così non ho perso l'occasione».
Ma il ragazzo non era certo l'unico a immortalare il panorama post acquazzone. Tantissimi appassionati di fotografia si sono posizionati a bordo strada per cercare una foto irripetibile.
 
 
I SURFISTI
E con una giornata così non potevano mancare i surfisti.
Tanti, vestiti di muta e armati di tavola, ieri aspettavano le onde di scaduta, quelle che arrivano in riva per inerzia quando il vento smette di soffiare. Alberto Del Piano, uno dei veterani cittadini del surf, 37 anni di cui gli ultimi 23 passati sulla cresta dell'onda, non vedeva l'ora di buttarsi in acqua. Prima ha dovuto superare un lago per raggiungere le onde.

L'Unione Sarda.
Ultimo aggiornamento Lunedì 07 Novembre 2011 11:12