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Riassetto parallelo al federalismo PDF Stampa
Venerdì 06 Agosto 2010 08:42

ROMA - La riforma fiscale che il governo metterà in campo entro il 2010 dovrà prevedere necessariamente uno stretto coordinamento con la legge delega sul federalismo fiscale. Due percorsi che non possono che marciare paralleli, con un'attenzione specifica riservata ai costi e alle compatibilità di finanza pubblica. La nuova data di riferimento è il 30 giugno 2010 per la presentazione, da parte dell'Economia, della relazione sul quadro generale di finanziamento degli enti territoriali (il termine precedente era il 21 maggio, che resta la scadenza per l'approvazione del primo decreto attuativo del federalismo fiscale). Tale slittamento è stato introdotto dal «decreto Ronchi» sulle violazioni comunitarie. Nella sua versione definitiva si dispone al tempo stesso che entro 30 giorni dal varo del decreto gli enti territoriali trasmettano i dati relativi al patto di stabilità interno alla commissione paritetica per l'attuazione del federalismo. Passaggi che dovranno essere preceduti dai primi provvedimenti relativi al trasferimento a regioni ed enti locali dei beni demaniali e all'armonizzazione dei criteri contabili che sovrintendono ai bilanci dei vari enti. La commissione di esperti che il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, insedierà nelle prossime settimane avrà dunque come primo compito quello di individuare (in stretto collegamento con la commissione sull'attuazione del federalismo fiscale) un «percorso parallelo» tra le due riforme, tenendo conto che è la lotta all'evasione la vera grande scommessa che tiene insieme l'intero processo. Lo stesso Tremonti ha più volte evocato proprio il federalismo fiscale definendolo il banco di prova per avviare una più equa ripartizione del carico tributario. Il collegamento più stretto sul territorio che si creerà tra gli enti impositori e i singoli Contribuenti dovrebbe essere la chiave di volta per aumentare il livello di «compliance», di adesione spontanea al prelievo. Sulla carta, le novità si annunciano di assoluto rilievo, con molte incognite relative ai costi dell'operazione e alle concrete modalità attuative. Riforme in progress, con l'obiettivo di partire attraverso un massiccio processo di riordino dell'attuale sistema di tributi, che anche attraverso accorpamenti e testi unici dovrebbe consentire di ridurre a otto le imposte principali, secondo quanto ha annunciato ieri lo stesso presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Meno imposte a livello nazionale, un nuovo sistema di prelievo a livello regionale e decentrato basato sui «costi standard»: un cantiere che impegnerà governo ed enti locali per diversi anni. L'articolo 2 della legge delega sul federalismo fiscale prevede in proposito che i decreti attuativi dovranno essere varati d'intesa con la Conferenza unificata Stato-Regioni prima di essere trasmessi alle Camere. Al centro del confronto il punto nodale della riforma, vale adire il passaggio dal criterio della spesa storica ai costi standard.

L'articolo di D.Pes. Pubblicato da Il Sole 24Ore è inserito nella Rassegna Stampa presente nell'area Ufficio Stampa.