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Sì al nuovo Piano casa PDF Stampa
Mercoledì 09 Novembre 2011 08:24
Lavori ediliLa maggioranza si ricompatta e approva la legge senza strappi: riaperti i termini per chiedere le autorizzazioni agli interventi.
E alla fine la maggioranza porta a casa il piano casa, senza nuovi danni dopo lo scivolone del voto segreto in Consiglio regionale.
Su quell'episodio Ugo Cappellacci aveva aperto la mezza crisi di Giunta, spaventando i suoi con la minaccia di dimissioni: e sull'esito positivo della legge la crisi di fatto si chiude, anche se il presidente segue il dibattito in aula senza intervenire.
 
 
IL VOTO
 
 
Il centrodestra si ricompatta, resistendo all'ultimo sprazzo di ostruzionismo dell'opposizione: nato su un emendamento che cambia la recente legge sul golf. Il tabellone elettronico del Consiglio fotografa l'ultimo atto con 48 luci verdi, cioè i sì: manca alla maggioranza solo quello di Nanni Campus (Pdl), che si era espresso criticamente su molti punti e schiaccia il rosso, ma per errore, avendo dichiarato di astenersi.
I contrari (Campus compreso) sono 27, due astenuti. Passano così le norme che modificano le possibilità di interventi e ampliamenti negli edifici esistenti, passano le nuove regole, più permissive, per costruire nelle zone rurali. Passa la proroga che dà altri 12 mesi (dalla data della legge) per presentare la denuncia di inizio lavori, o la richiesta di concessione edilizia. E passa anche, come effetto collaterale, la paura dei peones consiliari, che temevano di perdere il posto dopo la sfuriata di Cappellacci.
 
 
UN BRIVIDO
 
 
L'epilogo del piano casa (terza versione) vive delle consuete schermaglie tra i due poli, ma ormai senza troppa convinzione. Unico sussulto, minimo, quando il capogruppo Idv Adriano Salis chiede il voto segreto per un emendamento della maggioranza sulle zone industriali.
E improvvisamente si riduce lo spread tra centrodestra e centrosinistra: 44 sì e 33 no, mentre un attimo prima, a scrutinio palese, un altro emendamento era passato con 48 sì a 24. Il drappello dei franchi tiratori ha voluto dare una prova di esistenza in vita, ma senza effetti pratici.
 
 
IL GOLF
 
 
Lo scontro si riaccende sull'emendamento di Franco Meloni (Riformatori) e Nanni Campus (Pdl) che riscrive parte della legge sul golf: tra l'altro, per realizzare un campo non servirà più un collegamento «diretto» a strade statali o provinciali, ma «agevole». E se finora si potevano costruire nuovi hotel se non ce n'erano altri nel raggio di dieci chilometri dal campo, ora si scende a un chilometro.
Ma le modifiche sono molte di più, e infatti l'opposizione protesta perché «non si può riscrivere una legge appena approvata, con un emendamento di quattro pagine inserito in un testo che parla d'altro»: così Chicco Porcu (Pd) e Luciano Uras (Sel), che per ritorsione provano a riallungare i tempi, facendo votare comma per comma il maxiemendamento.
Ma non sono in molti a seguirli, e l'ostruzionismo dura poco.
Franco Meloni, rispondendo a Gianvalerio Sanna (Pd), chiarisce che «non sono norme a richiesta, solo delle correzioni per migliorare la legge».
 
 
IL DIBATTITO
 
 
Tra le ultime polemiche, quella che vede Mario Bruno (Pd) accusare Cappellacci di «scarsa credibilità con le sue tardive prese di distanza da Berlusconi»: Pietro Pittalis (Pdl) ribatte che «il presidente non è andato a Roma col cappello in mano, e ha avviato una stagione di riscatto autonomistico come non si vedeva dai tempi di Mario Melis». Uras ironizza («non è andato col cappello perché gli avrebbero preso pure quello»), il leader Pd Giampaolo Diana si chiede «dove sia il profilo autonomista e riformista».
Per Cesare Moriconi (Pd) ciò che caratterizza il centrodestra è «il totale dispregio delle regole». In maggioranza, Paolo Maninchedda (Psd'Az) vota sì dopo essere riuscito a evitare che gli ampliamenti siano concessi in caso di abusi. Convinto il voto di Silvestro Ladu e Angelo Stochino (Pdl), convintissimo quello del relatore di maggioranza, Matteo Sanna (Fli): «Rispondiamo alle richieste dei sardi, che aspettano la legge per fare piccoli interventi tutt'altro che speculativi. E la verità - dice al centrosinistra - è che la aspettano anche molti vostri elettori».
l'Unione Sarda