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Commissioni, c'è l'intesa. PDF Stampa
Martedì 15 Novembre 2011 09:28
 Ma resta l'incognita Diana
 
 
CONSIGLIO
 
 
Le liti nel primo partito complicano il quadro
 
 

Se il Pdl permette, sulle commissioni consiliari c'è la «quadra».
Oggi (alle 17) va in onda l'ennesimo tentativo di insediare gli otto organismi interni all'assemblea, passaggio più volte rinviato per il mancato accordo in maggioranza sulle presidenze: ora, a dar retta ai più informati, quell'accordo sarebbe arrivato.
L'incognita però è appunto il gruppo del Popolo della libertà, che si riunisce alle 11: se davvero esplodessero le tensioni interne, che si addensano soprattutto sul capogruppo Mario Diana, la deflagrazione potrebbe anche far saltare l'intesa sui presidenti. Per ora si profila il ritorno in campo dei sardisti, con la caduta del veto Pdl su Paolo Maninchedda alla commissione Autonomia. L'altra novità capace di sbloccare lo stallo è, a quanto si dice, l'addio di Alberto Randazzo (Pdl) all'Industria, in favore di Pietrino Fois (Riformatori).
Il Pdl va verso la conferma di Silvestro Ladu (Politiche comunitarie) e Paolo Terzo Sanna (Agricoltura), mentre subentrerebbe con Carlo Sanjust alla Cultura. Alla Sanità, dopo tante voci diverse, forse rimarrà Felicetto Contu (Udc). Matteo Sanna (Fli), oggi all'Urbanistica, potrebbe restare lì o fare il salto al Bilancio: di sicuro avrà una delle due, mentre l'altra andrà al Pdl, magari con Nanni Campus. Se però, stamattina, nel primo partito si compirà davvero l'avvicendamento (traumatico) tra Diana e Pietro Pittalis, quasi sicuramente la cosa si ripercuoterà sulle commissioni.
Anche perché non è escluso che qualche consigliere esca dal Pdl e formi un nuovo gruppo. L'opposizione però non tollera nuovi rinvii: dopo che il capogruppo Pd Giampaolo Diana ha ipotizzato l'occupazione dell'aula per protestare contro la paralisi dei lavori consiliari, anche Roberto Capelli (Api) si dice pronto a condividere quella forma di lotta: «Basta coi giochi di palazzo», scrive in una lettera inviata a tutti i consiglieri, «i sardi attendono risposte».
L'Unione Sarda