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Senato fannullone sulle inchieste PDF Stampa
Venerdì 06 Agosto 2010 08:45

Deliberate 43 indagini conoscitive, concluse soltanto due

All'inizio sembrano davvero scatenati. Magari si tratta dell'euforia derivante dalla conquista di uno scranno parlamentare. Di sicuro i senatori della repubblica, quando si è trattato decidere quali e quante indagini conoscitive svolgere, non hanno lesinato fantasia ed entusiasmo. E così, da quando è partita la XVI legislatura, a palazzo Madama hanno preso il via 43 indagini. Delle quali, però, al momento soltanto due hanno visto la conclusione. Eppure dalle elezioni politiche sono passati quasi due anni. Senza contare che in questo inizio di anno, sempre rimanendo in tema, si sono svolte soltanto due audizioni, relative ad altrettante indagini che si stanno svolgendo in commissione difesa e in commissione lavoro. ItaliaOggi ha effettuato uno screening di quello che sta succedendo al senato. E alcuni casi sembrano davvero eclatanti. Si prenda la commissione giustizia, presieduta da Filippo Berselli (Pdl). Ebbene, qui nel lontano luglio del 2008 venne deliberata un'indagine conoscitiva «sull'efficienza della spesa nel sistema giudiziario». Insomma, un argomento davvero prioritario, peraltro di stringente attualità. Cosa è successo nella commissione di Berselli da quel giorno di luglio del 2008? Semplice, non è successo niente. Nel senso che non c'è più stata nessuna seduta. E l'indagine, neanche a dirlo, è piombata dritta nelle sabbie mobili. Per non parlare di quello che è successo l'estate scorsa nella commissione lavoro presieduta da Pasquale Giuliano (Pdl). Il 6 maggio del 2009 si decise di lanciare un'indagine sulla gestione finanziaria dei sindacati, altro argomento di non poco conto. Da allora si sono svolte due audizioni, l'ultima delle quali il 28 luglio, giusto qualche ora prima di andare al mare. E poi niente più. Ma gli esempi di iniziative su cui sembra essere calato l'oblio non finiscono qui. Si consideri ancora, quello che successe nella commissione lavori pubblici, guidata da Luigi Grillo (Pdl), il 25 giugno del 2008. In quella data si decise di avviare un'indagine «sul sistema delle concessioni nei settori dei trasporti e dei lavori pubblici». Anche qui materia delicata e fondamentale, in primis per le ricadute che ha sulle tasche dei contribuenti. Da quel 25 giugno si sono tenute tre audizioni, l'ultima delle quali il 5 novembre del 2008, protagonista il presidente dell'Anas. Dopo il silenzio più assoluto. Per carità, nel ramo del parlamento presieduto da Renato Schifani non tutte le indagini sono partite nel 2008, dopo l'esito delle politiche. Ma se si va a verificare presso ogni commissione ci si rende conto che dopo un inizio garibaldino i lavori tendono spesso a volentieri a tirare il freno a mano. Del resto, sulle 43 inchieste deliberate, soltanto due hanno visto il termine, con tanto di rapporto conclusivo. Si tratta, da una parte, dell'indagine sulla crisi finanziaria internazionale e gli effetti sull'economia italiana, portata avanti dalla commissione finanze presieduta da Mario Baldassarri (Pdl) e conclusa nel dicembre del 2008. Dall'altra dell'indagine sullo stato delle ricerche italiane sulla fusione nucleare condotta dalle commissioni riunite istruzione e industria. Un impegno che, partito l'11 giugno del 2008, è stato portato a compimento con un documento conclusivo approvato il 10 giugno del 2009. L'inizio del 2010 non promette un'inversione di tendenza. Va bene che c'è ancora da smaltire un po' l'eredità delle feste, ma per il momento si sono tenute solo due audizioni. Una in commissione difesa (13 gennaio 2010), dove è in corso un'indagine conoscitiva «sulla condizione del personale delle forze armate e delle Forze di polizia ad ordinamento militare». L'altra, datata 12 gennaio, in commissione lavoro, dove sta andando avanti un'indagine «sulla disciplina delle forme pensionistiche complementari».

L'articolo di Stefano Sansonetti pubblicato da Italia Oggi è inserito nella Rassegna Stampa presente nell'area Ufficio Stampa.