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Attentati a Benetutti: la Solidarietà del CAL Sardegna PDF Stampa
Giovedì 13 Gennaio 2011 00:00

BENETUTTI. Una pila di fogli da firmare.

Due giorni dopo l'attentato Gianni Murineddu è tornato nel suo ufficio del municipio in corso Cocco Ortu.

Ora inizia la parte più difficile, quella di riprendere tutto da dove si era interrotto.

Prima che una bombola di gas mandasse in briciole la casa di campagna di suo padre.

 

 

Un'esplosione che ha fatto spargere calcinacci e mattoni per terra, ma soprattutto ha fatto moltiplicare domande e preoccupazioni in testa.  Non è facile trovare un filo logico alla cosa: «Forse è per via della stretta che abbiamo dato per i pagamenti dell'energia elettrica inevasi da anni». Forse.

 

Perché è troppo presto per avere un quadro lucido, più "freddo". Capire il senso (se si può definire tale) di un gesto del genere.

 

Non sono passate nemmeno 24 ore dal consiglio comunale straordinario di martedì sera, con l'aula stracolma di persone tra benetuttesi e i tanti amministratori locali e provinciali, venuti apposta per dargli sostegno e solidarietà: «È bello vedere tanta gente che ti dimostra tanto affetto in momenti come questi. - racconta - Ieri ero emozionato». E quelle emozioni sono ancora fresche e difficilmente verranno dimenticate.

 

Nel frattempo, in campagna, si sta iniziando a sgomberare tutto l'ammasso di detriti di quella che sino a pochi giorni fa era una casa usata in tante occasioni di festa. Probabilmente in fondo a quelle macerie ci sarà qualche risposta utile per capire l'esatta dinamica della violen

 

tissima esplosione. Tanti sono, infatti, i tasselli da riempire.  Il cellulare di Gianni Murineddu, continua a squillare: telefonate e messaggi. Arrivano fax a nome di altri sindaci ma c'è anche un nuovo consiglio comunale da definire per riprendere in mano quanto è rimasto in sospeso.

 

Insomma si ricomincia.  Nel frattempo il dibattito politico sugli amministratori sempre più nel mirino di bombaroli e minacce non accenna a placarsi, anzi.

 

Graziano Milia presidente del Consiglio delle autonomie locali (Cal), nel dare ieri mattina solidarietà al sindaco di Benetutti, ha voluto, infatti, lanciare un appello «contro questi attentati che troppo spesso rimangono impuniti e lasciano segni indelebili nel territorio regionale». Solo nel 2010 sono stati una ottantina gli atti contro i pubblici amministratori in Sardegna.

 

Un triste primato che «potrebbe crescere in modo preoccupante - anche perché, spiega Milia - il movente degli atti intimidatori resta oscuro, come gli attentatori».

La Nuova Sardegna del 13 gennaio 2011.