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«La Finanziaria si può cambiare» PDF Stampa
Martedì 22 Novembre 2011 09:38
Fois (Riformatori) e Sabatini (Pd) concordi: servono correzioni.
Partenza il 24 novembre, bandiera a scacchi a fine anno o (più probabilmente) a gennaio: non è il gran premio più lento del mondo ma la Finanziaria regionale, quella per il 2012.
Anzi, per il triennio 2012-2014.
Il cammino della manovra in Consiglio regionale inizierà giovedì mattina alle 11, quando la commissione Bilancio sentirà l'assessore alla Programmazione Giorgio La Spisa.
Sarà la prima illustrazione del testo recapitato ieri ai consiglieri.
MODIFICHE
 
 
 
Da quel momento scatteranno i 37 giorni regolamentari della sessione di bilancio: è in teoria possibile un'approvazione entro il termine di legge del 31 dicembre, ma difficilmente i tempi consiliari lo consentiranno.
Ci vorrebbe un consenso bipartisan stile governo Monti, che francamente non si può pronosticare. E non solo per le prevedibili contestazioni dell'opposizione. Anche in maggioranza circolano malumori sulla proposta appena varata dalla Giunta.
Lo conferma, pur con tutta la prudenza del caso, il neo presidente della commissione Bilancio, Pietro Fois (Riformatori): «Penso che il testo della Giunta vada corretto, come chiedono anche imprese, artigiani, commercianti. Ma penso pure che si debba cambiare con la condivisione della stessa Giunta, che necessita del conforto dell'aula su alcune scelte difficili».
Fois invita a fare «ragionamenti politici, non solo contabili», perché «è inutile l'ennesima manovra con i conti in ordine se poi non si incide sui problemi.
Credo che ci siano risorse da utilizzare, nel bilancio, pur mantenendo il lodevole impegno della Giunta a non utilizzare l'indebitamento».
L'OPPOSIZIONE
 
 
Ovviamente più pungente l'analisi del vicepresidente della commissione, Franco Sabatini (Pd): «La proposta dell'esecutivo non fa le cose necessarie per riportare a verità il bilancio, a partire dalla riduzione dei residui. Discutere della Finanziaria, preoccuparsi se arriverà nei termini o no, è inutile: tanto col taglio delle risorse, le entrate non riconosciute e i vincoli del patto di stabilità, a giugno non potremo comunque più spendere».
L'opposizione, dunque, sarà severa. Parallelamente alle consultazioni della commissione Bilancio con gli enti locali e le parti economiche e sociali, il centrosinistra procederà a incontri analoghi per giungere, come negli anni scorsi, a una vera contromanovra, da tradurre in una valanga di emendamenti per l'esame in aula.
L'Unione Sarda.