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«Case prese alla Sardegna» PDF Stampa
Venerdì 25 Novembre 2011 08:46

Pili (Pdl) contro il governo. L'assessore Rassu: «Siamo intervenuti».

«Il governo blocchi l'ennesimo scippo immobiliare ai danni della Sardegna.
I beni degli enti statali disciolti spettano alla Regione. Proseguire con vere e proprie azioni furtive costituirebbe un precedente gravissimo in grado di ledere in modo indelebile l'autonomia e gli interessi dell'Isola».
Lo ha detto Mauro Pili, capogruppo in commissione Bicamerale costituzionale per gli Affari regionali, denunciando in una articolata interrogazione al ministro dell'Economia un'operazione immobiliare che nel silenzio più totale si sta consumando ai danni della Sardegna.
«Ancora una volta», denuncia Pili, «le selve oscure del Ministero tentano di aggirare l'articolo 14 dello Statuto sardo, che sancisce come il patrimonio dello Stato, la cui funzione sia cessata, diventi della Regione.
Ogni volta che lo Stato ha a che fare con il patrimonio immobiliare della Sardegna si comporta come il peggiore dei trafugatori di merce di provenienza furtiva, cercando di mettere a segno qualche colpaccio».
I “FURTI”

Secondo il deputato del Pdl «terreni su fronte mare, immobili di pregio come l'ex ostello della Gioventù di Fertilia, appartamenti nel pieno centro di Sassari, Cagliari, Iglesias, Nuoro, Pozzomaggiore, Monti sono passati nel silenzio più totale nelle mani di una società del gruppo Fintecna.
La società prescelta», prosegue Pili, «è la Ligestra due, una srl dedita alla vendita del patrimonio immobiliare che opera a tutto campo.
Se non si dovesse bloccare questa cessione illegittima», sostiene il deputato, «si tratterebbe di un colpo letale all'impianto statutario della Sardegna». Pili ne ha anche per la Regione: «Perché non ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale quei provvedimenti lesivi dello Statuto autonomo della Sardegna?
Il precedente che si rischia di costituire è di una gravità assoluta».
LA REPLICA DI RASSU

«Come è noto, la Giunta non ha atteso che venisse meno il governo Berlusconi per richiamare alle proprie responsabilità l'esecutivo per le numerose questioni ancora pendenti tra lo Stato e la Regione - ha detto l'assessore agli Enti locali Nicola Rassu - abbiamo da tempo compiuto atti formali la rivendicazione della proprietà degli immobili, già di proprietà statale o di esercenti servizi di competenza statale, una volta cessata la propria finalizzazione a usi e servizi statali».
L'assessore chiede anche che le iniziative dei parlamentari vengano concordate con la Regione: «Così le rivendicazioni avrebbero più forza».
L'Unione Sarda