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Anche la Sarbe verso il fallimento PDF Stampa
Venerdì 25 Novembre 2011 08:55

Macomer

 

 

 

I dirigenti dell’azienda produttrice di acque minerali portano i libri in tribunale

 


Debiti per 5 milioni, svaniti i tentativi di acquisizione della Clivati


MACOMER. La Sarbe getta la spugna e porta i libri contabili in tribunale.
La decisione dell’azienda apre la strada al fallimento.
I debiti della società ammontano a circa cinque milioni.
La Clivati aveva presentato due offerte per rilevare lo stabilimento e rilanciare l’attività. La prima delle due offerte è stata respinta, mentre la seconda non ha ricevuto risposta. Ora le cose si complicano.
I dipendenti dell’azienda che imbottigliava l’acqua minerale Funte Fria sono in cassa integrazione.
Se si arriverà al fallimento, il progetto che Clivati e la società Gardaplast intendevano realizzare assieme per rilanciare l’azienda finirà definitivamente accantonato. I tempi del fallimento compromettono la possibilità di un rilancio in quanto la fuga dei clienti verso altri fornitori di acque minerali non può essere arrestata se non dando subito delle risposte.
Non è facile capire cosa sia accaduto esattamente in questi mesi. Della trattativa tra la Sarbe e Clivati si conoscono soltanto la fase di avvio e la conclusione.
La società delle acque minierali che imbottigliava e commercializzava alcuni marchi tra i quali Funte Fria ha improvvisamente deciso di portare i libri contabili in tribunale.
A questo punto rimangono due strade, quella del concordato preventivo, che però non appare tutta in discesa, e quella del fallimento. I dettagli della proposta finanziaria di Clivati non sono noti. La proposta industriale prevedeva invece una joint venture con Gardaplast, un’azienda della provincia di Brescia che produce semilavorati in Pet (sono le preforme delle bottiglie) per l’imbottigliamento di acque minerali, bibite e olii alimentari, per realizzare un progetto di filiera.
Gardaplast vanterebbe nei confronti della Sarbe un credito di un milione e 200 mila euro.
Realizzare la filiera della plastica a Macomer significava riaprire lo stabilimento di imbottigliamento delle acque minerali, con la possibilità di produrre e imbottigliare anche bibite.
Clivati, che non è un imprenditore dell’ultima ora, aveva colto l’opportunità di far nascere una grande azienda che, utilizzando il Pet recuperato con la raccolta differenziata (tutte le bottiglie raccolte in Sardegna oggi vengono spedite e lavorate nel continente) e l’esperienza di Gardaplast, avrebbe verticalizzato la produzione e rilanciato la fabbrica di acque minerali, che avrebbe potenziato anche con l’imbottigliamento delle bibite. Per sbloccare la situazione si è battuta anche la Cisl.
ne azionaria - dice -, Sarbe ha mollato mentre era possibile uscire dal vortice».
La Nuova Sardegna