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Prosegue la protesta contro Equitalia: PDF Stampa
Lunedì 28 Novembre 2011 09:28
 «Un'Isola disperata»
 
 
 
VIALE TRENTO
 
 
Sit-in dei Movimenti Ieri ha toccato quota 21 giorni
 
 
 
 
Il presidio di piazzale Trento, sotto il palazzo della Regione, contro Equitalia va avanti.
Non si è mai interrotto, neanche dopo la partenza dei camper, diventati quasi un simbolo della protesta. «La lotta continua. Noi siamo ancora qua», fanno sapere i manifestanti della Consulta dei movimenti. Non hanno mai abbandonato il presidio.
Al loro fianco, tra uno sciopero della fame e un'iniziativa per cercare di raccoglie fondi per la battaglia, si alternano studenti, commercianti, ambulanti della domenica e semplici passanti.
«La Sardegna non è terra di conquista», ripetono i protagonisti della vertenza.
GLI OBIETTIVI
 
 
 
Una lotta che ha diversi obiettivi. L'applicazione dell'articolo 51 dello statuto della Regione fino al blocco delle aste e dei pignoramenti delle case e delle aziende in attesa di una normativa equa e rispettosa dei diritti dei contribuenti. «Nonostante la partenza dei camper delle donne che hanno fatto il digiuno a oltranza», spiega Ambrogio Tidu della Consulta, «il presidio continua.
In settimana ci sono stati diversi incontri per discutere della mozione 651 della Camera dei deputati sulla modifica del sistema di riscossione.
Inoltre abbiamo in cantiere diverse iniziative, anche culturali e musicali, per non far calare l'attenzione sul problema che tocca tutta la Sardegna».
LE ISTANZE
 
 
Il movimento si fa portavoce di migliaia situazioni disperate. «I sardi», recita la petizione popolare portata avanti dalla Consulta, «fronteggiano un'emergenza sociale dovuta alla grave crisi economica che colpisce tutti i comprati produttivi. A questa si aggiunge la riscossione dei tributi da parte di Equitalia e del sistema bancario.
Ciò sta portando al fallimento di migliaia di aziende, con il pignoramento di case, immobili e serre.
Per questo chiediamo alle istituzioni sarde che dichiarino lo stato di crisi su tutto il territorio sardo, che deliberino il blocco di tutte le aste e pignoramenti fino all'emanazione di una normativa equa e rispettosa per tutti i contribuenti e che annullino le convenzioni fatte con Equitalia per la riscossione. Da tempo il movimento, i comitati delle partite Iva, i sindacati e le associazioni di volontariato stanno denunciando questa situazione.
È ora di intervenire».
L'Unione Sarda