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Man con il fiato sospeso: gli impegni della Regione potrebbero non bastare PDF Stampa
Lunedì 28 Novembre 2011 09:33
NUORO. Buone nuove per il Man.
Che, dopo aver incassato le assicurazioni di Cappellacci su un aiuto stabile (già da questa finanziaria) da parte della Regione, sta per concludere anche gli infiniti lavori di realizzazione della nuova ala del museo in piazza Sebastiano Satta.
Lavori bloccati dalla querelle sulla modifica alla facciata di un edificio che dà sulla piazza progettata da Nivola, e dichiarata di recente «intoccabile».
Il Man ha preso atto della decisione e ha deciso di spostare l’ingresso della nuova ala da piazza Satta al retro dell’edificio in via Angioy. A dare conferma ufficiale a quella che era da tempo una «robusta» voce il presidente del Man Tonino Rocca. «La facciata su piazza Satta - ha spiegato l’altro ieri in Provincia - sarà ripristinata esattamente com’era.
I lavori sono conclusi, mancano solo le facciate, per le quali servono 200mial euro. Ma i fondi Por sono stati usati fino all’ultimo euro».
Una buona notizia che arriva in un momento non semplice per il museo. Il blitz di Cappellacci infatti è sicuramente una boccata di ossigeno in una situazione che si preannunciava tetra. Ma anche l’eliminazione degli assurdi lacciuoli della legge 14 (che esclude con una formulazione ad personam il museo nuorese) e lo stanziamento di un fondo stabile nella Finanziaria regionale (magari con l’ingresso della Regione nel cda del museo) potrebbe non bastare.
«La provincia negli anni scorsi - ha spiegato Rocca - erogava cifre introno al milione. Quest’anno ci siamo dovuti fermare a 450mila euro.
Noi siamo ben coscienti delle enormi difficoltà, e abbiamo fatto di necessità virtù. Ma è chiaro che, visto che la Provincia non è in grado di garantire nemmeno questi soldi per l’anno prossimo, tutta una serie di impegni non potranno essere presi». La situazione non è già delle più rosee. A finire sotto la mannaia dei tagli infatti già quest’anno sono stati gli apprezzatissimi laboratori (frequentati ogni anno da 7-8mila studenti), o il mancato rinnovo di convenzioni con professionisti di vari settori (dalla grafica alla fotografia).
E per l’anno prossimo le cose difficilmente miglioreranno. «Per me un museo deve sopravvivere - spiega la direttrice Cristiana Collu -. E intendo vivere al di sopra. Ma faremo di necessità virtù. Abbiamo già studiato un programma conservativo. Che sfrutti a pieno la nostra permanente di arte sarda. E vada a caccia di nuovi talenti. I risultati possono essere strabilianti, come per Glo, la mostra sull’ombelico.
Certo che per un museo esporre è vivere. E noi da 7-8 mostre all’anno siamo già scesi a due o tre. E inevitabilmente scenderemo ancora». Il vero paradosso è che le mostre del Man spesso costringevano a sacrificare la «permanete» che, per carenza di spazio, finiva «in soffitta». E ora che, con la nuova ala, lo spazio non mancherà, mancheranno le opere da esporre.
La Nuova Sardegna