Home Ufficio Stampa Tirrenia, l’Ue indaga sugli armatori
Tirrenia, l’Ue indaga sugli armatori PDF Stampa
Martedì 29 Novembre 2011 09:57
CAGLIARI. L’Antitrust europeo ha aperto una seconda istruttoria sulla vendita della Tirrenia alla «Compagnia italiana di navigazione».
Dopo la prima, a ottobre, sulla trasparenza della gara e sui contributi statali assicurati ai compratori per le rotte in continuità territoriale, stavolta Bruxelles indaga su una possibile concentrazione.
È un passaggio inevitabile, obbligatorio, visto che i proprietari della Tirrenia privatizzata sono tre armatori che già operano in Sardegna e nel Mediterraneo: Gianluigi Aponte con l’accoppiata Snav-Grandi Navi veloci, Manuel Grimaldi ad della Grimaldi Lines e Vincenzo Onorato della Moby Lines.
Dal 1994 il regolamento dell’Unione Europea prevede infatti che se il fatturato complessivo dei compratori supera i 250 milioni, l’Antitrust debba comunque dare il suo assenso all’acquisizione, è il caso della «Cin» che ha acquistato Tirrenia.
Dunque, l’intervento dell’Ue è nei fatti un atto d’ufficio, anche se sollecitato a suo tempo dalla Regione, con una delibera, e dall’europarlamentare dell’Idv Giommaria Uggias, che ieri ha commentato:
«L’avvio della procedura è uno spiraglio per far luce finalmente sull’intricato mondo dei trasporti marittimi sardi».
Un commento alla notizia è arrivato anche dalla giunta regionale: «L’ufficializzazione dell’indagine - hanno scritto insieme il presidente Cappellacci e l’assessore Solinas - rappresenta una prima vittoria su quello che è il cartello degli armatori».
Continuità aerea. Questa mattina, in Consiglio regionale, comincerà il confronto sulla legge stralcio che prevede le compensazioni, 58 milioni, a favore delle compagnie in vista della nuova continuità aerea che dovrebbe partire a marzo. La legge arriva in aula attraverso la “corsia preferenziale” sollecitata dalla giunta (necessaria per rispettare i tempi della gara) e su cui c’è stato anche il via libera del Pd.
 Anche se ieri il capogruppo del primo partito dell’opposizione, Giampaolo Diana, è stato chiaro: «Non saremo mai corresponsabili di questo ennesimo e tracontante atto di un Cappellacci debole con lo Stato e con le compagnie.
Allo stesso tempo, è netta la nostra contrarietà a una tariffa unica pagata esclusivamente con risorse regionali».
L'Unione Sarda