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Il Btp day sveglia l'orgoglio PDF Stampa
Martedì 29 Novembre 2011 10:09
La politica apprezza l'iniziativa ma pochi, ieri, hanno acquistato i Buoni Cellino: «Comprare titoli?
Un dovere e un piacere» Due giorni per acquistare titoli di stato a zero commissioni bancarie.
Il primo ieri. Il prossimo il 12 dicembre. “Ricompriamoci il debito”, era lo slogan.
E all'appello hanno risposto in tanti. Famiglie e imprese, politici, banche, imprenditori. Poi analisti, operatori e intermediari finanziari.
E la partita del debito pubblico l'hanno giocata anche calciatori e presidenti delle squadre di calcio. Come Massimo Cellino.
 
IL CAGLIARI FA GOL
 
 
La mette sul piano del dovere, del piacere e del senso di responsabilità, il presidente del Cagliari:
«Sono italiano e davanti a chi ci vuol declassare oggi ne ho comprati altri, sia personalmente che con le società che amministro». È fiero del suo gesto, Massimo Cellino . Ed è anche arrabbiato con chi, a un tiro di schioppo da noi, non perde occasione per spararci sulle gambe.
«Germania e Francia sono nazionaliste e come tali consigliano ai loro cittadini di non acquistare titoli italiani. Beh?
Ce li compriamo da soli e gli dimostriamo che siamo un Paese ricco che sa essere pure più nazionalista di loro».
 
 
 
 
I PARTITI CI CREDONO
 
 
Convince una buona parte del Fli di Gianfranco Fini. Ma lascia tiepido il Carroccio: «Non ho comprato», rispondono tre leghisti di quelli duri e puri. Figurarsi.
 
I POLITICI SARDI
 
 
In Sardegna sembra che pochi abbiano partecipato attivamente all'iniziativa. Ma, giurano, solo per questioni operative. L'ex sindaco di Cagliari Emilio Floris non ne era a conoscenza:
«È una buona idea, avrebbe meritato più pubblicità». Quello di Floris è però un Btp day con luci e ombre: «Bene l'iniziativa ma meglio sarebbe stato se si fosse detto ai cittadini “compra titoli e anche io, Governo, mi prendo le mie responsabilità garantendoti meno tasse o allontanando l'idea di una patrimoniale”». Due esempi, continua Floris, per dire che «maggiore corresponsabilità porta a migliori risultati».
Il deputato del Pd Giulio Calvisi non ha partecipato ma considera la sottoscrizione di debito italiano «assolutamente utile». «Scommettere su questo Paese - incalza Calvisi - è una sfida che riguarda tutti, classe politica e cittadini». Neppure il senatore Mariano Delogu , ex coordinatore sardo del Pdl ieri ha comprato titoli. «I miei risparmi sono in banca, in contanti.
Non ho mai avuto né azioni né titoli. Quando ero presidente del Cagliari, l'allora presidente del Milan Buticchi mi disse di comprarne: fu l'unica volta che investii in azioni».
 
 
DEPUTATI E SENATORI
 
 
E i parlamentari con base a Roma? Il presidente della Commissione Bilancio del Senato, Mario Baldassarri (Fli) è duro: «Rispetto la proposta ma non è quella la via. O entro Natale si presentano le linee di riforma o l'Italia non arriva a Pasqua». Baldassarri non ha comprato mai titoli o azioni: «Per i miei figli ho scelto il mattone».
E gli altri? Sacconi preferisce non parlarne, Brunetta ne avrebbe comprato se un'influenza non lo avesse costretto a letto. Enzo Raisi (Fli) giura che prenderà i Btp al secondo round, il 12 dicembre, mentre per Ignazio Marino (Pd), a mettere mano al portafogli ci avrebbe pensato la moglie. Giorgio Stracquadanio (Pdl) ne ha comprati «40 mila euro» poco tempo fa: «Non credo sia il rimedio per abbattere il debito ma li ho presi perché la tesi che i politici non contribuiscono non mi piace».
E se i risparmi di Alfredo Mantovano , già sottosegretario all'interno, «sono già tutti in Btp», quelli di Francesco Casoli , senatore Pdl e imprenditore di successo da ieri sono gonfi di titoli: «Ho partecipato pesantemente». Sicuro? «Giuro».
L'Unione Sarda