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Martedì 29 Novembre 2011 11:00
«Non lasciateci senza lavoro»
 
 
IL SIT-IN
 
 
Azienda a rischio Sit-in dei dipendenti del call center Kistio, ieri mattina, in viale Monastir.
 
 
 
 
I lavoratori hanno manifestato davanti alla loro sede di lavoro, affiancati nell'azione di protesta dai rappresentati sindacali (Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil).
Obiettivo: contestare la decisione dell'azienda di cessare l'attività il prossimo 31 dicembre. «I lavoratori interessati dalla vertenza sono 184, di cui 140 impiegati nella sede di Cagliari e i restanti in quella di Sassari», ha spiegato Roberto Camarra (Slc Cgil), «la situazione è drammatica perché dal primo gennaio tutti questi lavoratori si ritroveranno in mobilità».
Tra i più preoccupati, Alessandro Campolongo, dipendente quarantenne di San Gavino, costretto da un anno a vivere della sola cassa integrazione dopo oltre otto anni di lavoro. «Io non ho famiglia», afferma, «ma tanti miei colleghi hanno moglie e figli a carico. Attualmente quasi tutti i dipendenti del nostro call center sono in cassa integrazione.
Gli unici che stanno lavorando sono una quarantina di colleghi in viale Monastir e altri venti a Sassari». Nel suo periodo di massimo splendore, Kistio poteva vantare commesse di Tele 2 e Tiscali, poi è cominciato un lungo declino culminato un anno fa nella crisi e ora la decisione di cessare l'attività. Ieri mattina una delegazione mista di lavoratori e sindacalisti ha incontrato il responsabile dello stesso call center, Alessandro Fazzi.
«L'incontro non ha dato l'esito sperato», riferisce Andrea Angius (Uilcom), «abbiamo chiesto all'azienda di avere in tempi rapidi un esatto importo dell'ammontare dei Tfr da liquidare così come i residui di ferie. L'azienda ha confermato la sua disponibilità a fornire tali dati entro la settimana prossima». Se ciò non avverrà, riprenderà la protesta.
«Il 31 dicembre è ormai alle porte», conclude Angius, «urge avere un preciso quadro della situazione».
L'Unione Sarda