Home Ufficio Stampa L’Mps a Roma e la piazza diventa rovente
L’Mps a Roma e la piazza diventa rovente PDF Stampa
Mercoledì 30 Novembre 2011 08:12
Roma. Pericolose massaie, facinorosi pastori armati di fazzoletti e disperazione.
La delegazione di oltre 100 sardi arrivata nella capitale per manifestare davanti al nuovo commissario europeo all’Agricoltura, Dacian Ciolos è stata accolta da poliziotti in assetto antisommossa e blindati dei carabinieri.
Il corteo di fazzoletti blu chiede giustizia e lavoro, per loro spintoni e perquisizioni.
E la mattina del sit-in diventa un corpo a corpo ad alta tensione tra le forze dell’ordine e il movimento dei pastori sardi, guidato da Felice Floris.
 
 
L’Mps vuole esporre le sue proposte al nuovo responsabile delle politiche comunitarie che parla, nel Forum sull’alimentazione al Centro congressi Rospigliosi, a due passi dal Quirinale. Centinaia i manifestanti della Coldiretti fuori dal palazzo. Ma per i pastori sardi non c’è posto.
I responsabili delle forze dell’ordine spiegano a Floris e ai suoi supporter che i pastori sardi e il movimento dei “Forconi siciliani” non possono occupare quell’area. E che per loro è pronta un’altra zona, un po’ più avanti.
Certo neanche il più burlone dei manifestanti può immaginare che la piazza è quella dei Santi Apostoli, a oltre un chilometro di distanza. Più o meno un altro pianeta. Difficile da là farsi sentire, confinati in uno sgabuzzino di Roma. E per contenere i pastori c’è anche un recinto.
I due lati della piazza sono stati chiusi con delle transenne.
«Io là non ci vado - dice Floris all’agente della polizia che lo invita a entrare nell’area -.
Noi nel recinto ci mettiamo le pecore non le persone. Voi ci impedite di manifestare». In un attimo il clima diventa ad alta tensione. Un muro contro muro tra agenti in borghese e manifestanti, tra cui molte donne. Gli animi si incendiano, spintoni, urla, Floris viene preso per le braccia. Parte lo scontro. Appena un attimo.
«Ci impediscono di manifestare - accusa Floris -. Ci costringono a stare dentro un recinto a chilometri di distanza da dove si svolge la manifestazione. È ridicolo. E pensare che volevamo dare il nostro sostegno a Dacian Ciolos, che per primo porta avanti una rivoluzione coraggiosa della politica agricola europea.
Una riforma che va nella nostra direzione, rompe il monopolio e il sostegno alle ricche agricolture del nord e apre alla difesa e alla valorizzazione di realtà come quella sarda. In noi non c’era nessuna volontà belligerante. Ma come altre volte le forze dell’ordine si sono comportate in modo prevenuto, come a Civitavecchia o a Milano. Anche qua ci fanno trovare gabbie pronte in cui stiparci. Non siamo bestie. Siamo italiani come gli altri».
Floris va avanti e indietro, parlotta con i responsabili della questura. Lui chiede che tutti possano andare in via 24 maggio davanti al complesso Rospigliosi. La polizia non dà l’autorizzazione, né al Movimento dei pastori sardi, né a quello dei Forconi siciliani. «Noi abbiamo chiesto tutte le autorizzazioni - continua Floris -, quando siamo arrivati c’è stato detto che il permesso di manifestare ci era stato revocato. Non capisco di cosa abbiano paura, abbiamo solo i nostri fazzoletti e le nostre ragioni da agitare.
È una vergogna che i sardi siano trattati come animali, ma forse non dobbiamo dare fastidio alle altre organizzazioni». In molti puntano il dito anche contro le associazioni di categoria e propongono di bruciare le tessere. Alla fine il movimento non riesce ad avvicinarsi al Quirinale. Ciolos nel suo intervento promette un fondo anti-crisi per chi vive dalla terra e la riforma di tutto il sistema. «Niente più soldi agli agricoltori da salotto che non lavorano in campagna - dice -.
 
 
Ci sono falle nel sistema che hanno portato ad alcuni casi di agricoltori da sofà. Gente che beneficia di contributi senza averne diritto. La nostra proposta mira a escludere grandi società che hanno piccoli interessi in agricoltura. Vogliamo anche escludere quelli che hanno terra, ma non ci fanno nulla». Solidarietà ai pastori dall’europarlamentare Giommaria Uggias. «La proposta presentata da Ciolos è innovativa, difende i diritti degli agricoltori veri e colpisce le lobby.
Esprimo anche la mia solidarietà al Movimento dei pastori che ha colto subito la portata di questa riforma, che si rivolge agli agricoltori e ai pastori veri».
La Nuova Sardegna.