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L'attacco di Milia: «Si punta ai soldi delle Province» PDF Stampa
Martedì 06 Dicembre 2011 08:38
Graziano Milia, alla giuda del CAL SardegnaIl presidente dell'amministrazione cagliaritana critica l'assenza della patrimoniale.
«Ridurre gli sprechi, infliggendo un colpo alla casta ed eliminando un ente inutile?
Io ho il timore che il retropensiero sia un altro: si punta, cioé, a mettere le mani sui miliardi di euro di fondi che gli enti locali non possono spendere a causa del Patto di stabilità.
Se le Province vengono abolite quei soldi tornano allo Stato, che così fa cassa».
 
 
Graziano Milia, presidente dell'amministrazione provinciale di Cagliari e dirigente del Pd, non è morbido nei confronti della Manovra di Natale, varata dal governo Monti:
«Se il buongiorno si vede dal mattino non posso certo di aver potuto scorgere una discontinuità sostanziale col passato - attacca - mi riferisco all'assenza di liberalizzazioni vere e misure finalizzate alla crescita.
 Abbiamo passato tutta l'estate a rimproverare queste cose a Berlusconi eppure nulla sembra essere cambiato».
A indirizzare il giudizio di Milia non è solo la decisione di abolire gli assessori provinciali («è una misura che non può essere applicata in Sardegna, che sugli enti locali ha adottato una sua legge») ma un approccio che ritiene sbagliato: «Leggo di una riforma delle pensioni che penalizzerà i ceti più deboli della popolazione e le donne, mentre lascia praticamente intatte le grandissime fortune.
Non cerchino di venderci come tassa patrimoniale l'applicazione di un bollo sui capitali scudati o la tassa sul barche e bolidi di lusso. In questo momento c'era bisogno di altri segnali, che non sono purtroppo arrivati».
Il presidente Milia, per ora, si attesta sul fronte critico. Pronto a rivedere le sue posizioni se arrivassero altri segnali: «Aspetto le misure per lo sviluppo e la crescita. Allora, magari, cambierò idea».
L'Unione Sarda