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Centrali nucleari in cambio di aiuti PDF Stampa
Venerdì 06 Agosto 2010 08:56

Bonus fiscali e bolletta soft per i cittadini e le imprese del posto

Anche i sindaci avranno voce in capitolo nella scelta dei siti interessati dalla costruzione delle nuove centrali nucleari. Non solo: i comuni incasseranno anche benefici di natura economica, per tutto il tempo necessario alla costruzione degli impianti. E i cittadini? Idem. Godranno di aiuti di natura fiscale su Ici, Irpef, Irpeg e Tarsu. Oltre che di un abbattimento del costo della bolletta. Parte da qui il dlgs sui criteri per la definizione dei siti, approvato ieri dal consiglio dei ministri (ma la delega, prevista dalla legge sviluppo, scadeva il 9 febbraio). L'obiettivo è disinnescare l'effetto Nimby (acronimo inglese che sta per not in my backyard, non nel mio giardino, ndr), che potrebbe insorgere tra le popolazioni interessate, una volta deciso dove costruire le centrali. Se, però, sui siti non verrà trovato l'accordo, allora a decidere sarà il consiglio dei ministri. Il sistema di individuazione dei siti. Una volta certificati i siti su cui è possibile costruire gli impianti nucleari, al termine di una istruttoria condotta dall'Agenzia per la sicurezza nucleare sull'idoneità dei territori indicati nelle istanze presentate dagli operatori interessati a realizzare le centrali nucleari, la stessa Agenzia trasmetterà le certificazioni ai ministeri dello sviluppo economico, dell'ambiente e delle infrastrutture. Nel mese successivo, i siti individuati e certificati finiranno al vaglio della regione che li ospita. Questa, però, potrà dire la sua a riguardo, solo previa acquisizione del parere del comune interessato. In caso di assenso dell'ente territoriale tutto filerà liscio. Qualora, invece, l'accordo sul sito non venga raggiunto entro due mesi, verrà convocato un Comitato interistituzionale nel mese successivo. I cui componenti designati, in modo paritario, saranno esponenti dei ministeri dello sviluppo economico, dell'ambiente e delle infrastrutture, da un lato, e della regione, dall'altro. Con la sicura presenza di un rappresentante del comune interessato. Qualora, entro due mesi, questo comitato interistituzionale non produca risultati, il dlgs è chiaro: «si provvede all'intesa con decreto del Presidente della repubblica, previa deliberazione del consiglio dei ministri, integrato con la partecipazione del presidente della regione interessata». Non solo: L'intesa o il dpr sostitutivo opererà anche in deroga ai piani energetici ambientali regionali. Come dire, o il comitato decide o decide il governo. Punto. Una volta raggiunta l'intesa sul sito, questa verrà inviata alla Conferenza unificata, che si esprimerà entro due mesi. Anche in questo caso, però, qualora non venga espressa posizione, subentrerà l'esecutivo, che deciderà o sulla base dell'intesa iniziale o, in assenza di essa, del dpr sostitutivo. Ultimato questo iter burocratico, la palla passerà al ministro dello sviluppo economico, che entro un mese stilerà il decreto di approvazione dell'elenco dei siti certificati. Ciascun sito sarà dichiarato di interesse strategico nazionale; cioè sarà soggetto a speciali forme di vigilanza e protezione. In ogni regione in cui verrà individuato un sito e nella regione in cui verrà costruito il deposito nazionale delle scorie, verranno istituiti «Comitati di confronto e trasparenza», per «garantire alla popolazione l'informazione, il monitoraggio ed il confronto pubblico sull'attività concernente il procedimento autorizzativo, la realizzazione, l'esercizio e la disattivazione del relativo impianto nucleare, nonché sulle misure adottate per garantire la protezione sanitaria dei lavoratori e della popolazione e la salvaguardia dell'ambiente». Questo comitato sarà composto dal governatore regionale, dal presidente della provincia, dai sindaci dei comuni nel cui territorio sarà costruito l'impianto e dai sindaci dei comuni limitrofi. Oltre che dal prefetto, dai rappresentanti di ministeri competenti, Ispra, Arpa e Agenzia nucleare, dal titolare del sito, dal rappresentante delle associazioni ambientaliste e imprenditoriali più rappresentative, da un rappresentante del sindacato e da un esperto qualificato di radioprotezione designato dall'Agenzia nucleare Gli aiuti. Il rilascio dell'autorizzazione unica a costruire una centrale dovrà essere contestuale all'assunzione di un obbligo da parte dell'operatore che la costruirà: costui dovrà corrispondere benefici economici in favore delle persone residenti e delle imprese operanti nel territorio circostante l'impianto nucleare. Gli oneri saranno a totale carico delle imprese coinvolte nella costruzione o nell'esercizio degli impianti. Il beneficio sarà omnicomprensivo, verrà pagato per ogni anno di costruzione dell'impianto. L'aliquota unitaria alla base dell'aiuto sarà commisurata alla potenza elettrica nominale dell'impianto in via di realizzazione ed è pari a 3 mila euro a MW sino a 1.600 MW realizzati nel sito, maggiorata del 20% per l'eventuale potenza installata oltre il livello precedentemente deciso. L'ammontare dell'agevolazione sarà così ripartito: - per il 40% a favore degli enti locali; - per il 60% a favore delle persone residenti e delle imprese operanti nel territorio circostante la centrale nucleare mediante la riduzione della spesa energetica, della Tarsu, delle addizionali Irpef, Irpeg e dell'Ici. Una volta entrata in funzione la centrale, verrà erogato un aiuto ogni tre mesi, commisurato all'energia elettrica prodotta e immessa in rete, pari a 0,4 euro a MWh. Inoltre, dal titolare dell'impianto verranno erogati benefici alle province (10%), ai comuni interessati (55%) e ai comuni limitrofi (35%) entro 20 km dal perimetro dell'impianto di produzione di energia elettrica, o 10 km nel caso di impianto per la produzione di combustibile nucleare.

L'articolo pubblicato da Italia oggi è inserito nella Rassegna Stampa presente nell'area Ufficio Stampa.