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Albo pretorio, proroga incerta PDF Stampa
Venerdì 06 Agosto 2010 08:56

Dallo slittamento all'1/7 resta fuori la pubblicazione telematica

L'art. 32 della legge 69/2009 («eliminazione degli sprechi relativi al mantenimento di documenti in forma cartacea») ha previsto, a decorrere dal 1° luglio 2010, la sostituzione della pubblicazione degli atti amministrativi all'albo pretorio con la pubblicazione nel sito istituzionale dell'ente. Infatti, l'art. 2 comma 5 del dl 30/12/2009 n. 194, ha differito il termine inizialmente previsto al 1° gennaio 2010. Fino a siffatta data, dunque, gli enti dovranno mantenere la pubblicazione cartacea, in quanto soltanto quest'ultima produrrà gli effetti di pubblicità legale. Si pone però il problema di capire perché il dl non sia intervenuto anche a modificare il primo comma dell'art. 32 citato, che pare oggi in contrasto con la modifica, laddove afferma che «gli obblighi di pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicità legale» si intendono assolti con la pubblicazione all'albo on-line. Trattasi probabilmente di semplice dimenticanza da correggere in sede di conversione, anche perché rischierebbe di perdere di significato la proroga, qualora rimanesse comunque l'obbligo di pubblicazione telematica dal 1° gennaio, considerato che è stata introdotta proprio per consentire agli enti di predisporsi in modo adeguato all'assolvimento dei nuovi adempimenti. Resterebbe in ogni caso la facoltà di iniziare la pubblicazione telematica (come già avvenuto per diversi enti) prevista dal codice dell'amministrazione digitale (legge 82/2005). Gli effetti di pubblicità legale derivanti dalla pubblicazione si produrranno, in ogni caso dal 1° luglio 2010, solo con la pubblicazione telematica e non più con la pubblicazione cartacea, fatta eccezione le pubblicità da effettuare sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea e della Repubblica Italiana, previste dal codice dei contratti pubblici e per specifiche pubblicazioni su quotidiani, come gare e bilanci, per i quali il cambiamento è prorogato al 2013. Da tempo le amministrazioni pubbliche sono dotate di un proprio sito istituzionale e gli enti locali non fanno eccezione. Una situazione favorita da significativi interventi normativi. Si pensi alla legge 150 del 2000, che disciplina l'attività di informazione delle amministrazioni pubbliche, di cui all'art. 1, comma 2, del dlgs 165/2001. E più recentemente al codice dell'amministrazione digitale (dlgs 82/2005), ove vengono individuati i dati che i siti pubblici devono necessariamente contenere, con la precisazione che le pubbliche amministrazioni hanno l'obbligo di garantire che le informazioni contenute sui siti siano conformi e corrispondenti alle informazioni contenute nei provvedimenti amministrativi originali. Eppure la norma imprime un cambiamento importantissimo che realizza un sistema in grado di assicurare la effettiva conoscibilità di norme, atti e provvedimenti amministrativi, da conciliare ovviamente con la tutela del diritto alla riservatezza. Difficile credere, invece, che nell'immediato la disposizione possa raggiungere l'obbiettivo enunciato di eliminare gli sprechi relativi al mantenimento di documenti in forma cartacea. Proprio sotto tale profilo si manifestano, infatti, le difficoltà applicative della norma. Gli enti sono pronti alla pubblicazione telematica di documenti originali cartacei, ma non sono ancora preparati a gestire un'intero procedimento in forma elettronica. E ciò è necessario per giungere ad una significativa riduzione di sprechi di carta. Non basta a tal fine, per contro, la pubblicazione telematica, se il referto di pubblicazione rimane cartaceo e se la riproduzione del documento pubblicato deve ancora avvenire in forma cartacea. Ciò non esime gli enti dall'impegno di attuare soluzioni applicative che, a prescindere dall'utilizzo di documenti informatici, ossia documenti in formato originale elettronico, permettano comunque il maggior risparmio di carta possibile. Certo è che le pubbliche amministrazioni non potranno continuare ad affiggere gli atti all'albo pretorio, neppure come modalità di pubblicazione priva di effetti, ma utile a quella parte di cittadinanza priva di strumenti informatici. Il divieto scaturisce dall'espressa finalità della norma di realizzare un risparmio cartaceo, ma anche dal codice della privacy. Superate le norme sulla pubblicazione all'albo pretorio, giacché sostituita dalla pubblicazione telematica, viene meno la legittimazione a diffondere attraverso l'albo informazioni che possono pregiudicare il diritto di privacy. Non bisogna, infatti, dimenticare che l'art. 1 della legge 150/2000 stabilisce che le attività di informazione e comunicazione istituzionale «devono avvenire nel rispetto delle disposizioni in materia di segreto di stato, di segreto di ufficio e di tutela della riservatezza». Giacché gli effetti dichiarativi e di pubblicità vengono assicurati soltanto dal nuovo strumento telematico, viene meno la giustificazione di diffondere le informazioni con altri mezzi. Per esempio, la pubblicazione delle deliberazioni nell'albo pretorio (art. 124 dlgs n. 267/2000, implicitamente modificato dalla nuova norma) sarebbe illecita anche per contrasto con le norme di protezione dei dati personali, nei casi comporti una diffusione anche di dati siffatti. Proprio per il rispetto della privacy si ritiene che anche per la pubblicazione telematica resti valido il principio di pertinenza e non eccedenza rispetto alle finalità perseguite con i singoli atti, raccomandato del garante (deliberazione 17 del 2007) in merito agli accorgimenti dettati per l'indicazione di dati personali nelle deliberazioni da pubblicare in precedenza all'albo pretorio. Nonostante le comprensibili difficoltà iniziali di adeguamento alla norma in parola il cambiamento rappresenta una tappa importante nella direzione dell'attuazione pubblica amministrazione digitale e per assicurare una reale conoscenza degli atti, a tutto vantaggio della trasparenza dell'azione amministrativa, della partecipazione dei cittadini e del diritto di difesa, tutti diritti di fondamentale importanza per uno stato di diritto.

L'articolo di Attilio Gastaldello pubblicato da Italia Oggi è inserito nella Rassegna Stampa presente nell'area Ufficio Stampa.