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Manovra poco equa per quanto riguarda le regioni autonome PDF Stampa
Giovedì 22 Dicembre 2011 08:54

La manovra varata dal governo sarebbe da rivedere, almeno in alcune delle sue parti.

A sostenerlo è il governatore Ugo Cappellacci che, nella sua veste di coordinatore delle Regioni autonome, ha ribadito il concetto in una lettera consegnata al presidente Errani, durante la riunione della Conferenza delle regioni di ieri Roma...

 

 

 

 

LE RICHIESTE

 

 

 

«La fase politica che stiamo attraversando - ha spiegato Cappellacci - richiede la massima responsabilità da parte di tutti e le regioni a Statuto speciale intendono dare il loro contributo per il risanamento della finanza pubblica, ma allo stesso tempo chiediamo maggiore equità e il rispetto dell'Autonomia».

 

 

Secondo il governatore sardo il decreto «contiene disposizioni che violano le competenze legislative e amministrative delle Regioni a Statuto speciale e altre che penalizzano irragionevolmente gli enti ad autonomia differenziata.

 

 

Nel fissare un ulteriore concorso delle Regioni speciali alla Finanza pubblica di 860 milioni di euro annui - ha sottolineato Cappellacci, con riferimento all'articolo 3 del decreto - non si ha riguardo alle norme statutarie, secondo le quali eventuali modifiche devono essere preventivamente concordate».

 

 

OBBLIGHI

 

 

 Inoltre il decreto prevede un'immediata riduzione di gettito, non compensata da alcuna altra disposizione:

 

«Invece le nuove o maggiori entrate che deriveranno in via generale dalla manovra vengono riservate all'erario statale, non solo per i prioritari obiettivi di finanza pubblica concordati in sede europea, al cui concorso le Regioni a Statuto speciale non intendono certamente sottrarsi, ma anche per quella parte che viene destinata a copertura di minori entrate o maggiori spese dello Stato», ha proseguito Cappellacci.

 

 

STATUTO SPECIALE

 

 

Il governatore ha ricordato che «sulle Regioni autonome gravano i costi di un maggior numero di funzioni rispetto a quelle attribuite alle Regioni a statuto ordinario. Conseguentemente le spese risultano superiori. È necessario che il trasporto pubblico locale, compreso quello ferroviario e marittimo, venga escluso dalle voci rilevanti per il patto di stabilità». Nella lettera Cappellacci si sofferma sulla tassa sulla casa:

 

«Le modifiche all'Imu - argomenta - rischiano di generare confusione nel processo attuativo del federalismo municipale e suscitano forti dubbi sulla applicabilità in Sicilia e in Sardegna della nuova disciplina».

 

 

L'Unione Sarda

Ultimo aggiornamento Venerdì 23 Dicembre 2011 09:42