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È il Natale dei prodotti sardi PDF Stampa
Giovedì 22 Dicembre 2011 09:02
Secondo Confartigianato 470 mila i fan del made in Sardinia: più qualità e risparmio.
Con gli stipendi ridotti e la crisi che incalza, i sardi preferiscono regalare dolci tradizionali e vini dell'Isola.
Fenomeno ancora più marcato nel resto d'Italia...
A confermarlo è stato lo studio dell'osservatorio Ipso-Confartigianato secondo cui sono 7,5 milioni le famiglie italiane che scelgono di portare in tavola e di regalare prodotti tipici: il 30% della popolazione. Nell'Isola, invece, sono 470 mila le persone che preferiscono i dolci artigianali (il 2,6% della popolazione), di cui 158 mila a Cagliari. E questo «grazie alla freschezza, alla qualità e in qualche caso al costo contenuto».
 NUMERI Ad andare bene sono soprattutto i dolci e le paste tipiche, e non solo a Natale. Nonostante la crisi, infatti, il numero delle imprese alimentari non è calato rispetto allo scorso anno: +0,1%. In media in Italia, invece, l'incremento è stato dell'1,4% (grazie al +4% della Lombardia).
Il panettone artigianale e i malloreddus, ma anche il torrone e gli amaretti piacciono anche nell'Isola e soprattutto a Sassari e Nuoro. Le due province sarde sono infatti tra le prime 20 in Italia per la crescita delle pasticceria e dei panifici: +3,2% nel 2011 in entrambi i casi.
Da qualche anno, poi, i sardi scelgono sempre più anche il cioccolato made in Sardinia. Le imprese del settore sono aumentate dell'8,1% nel terzo trimestre dell'anno: +3,4% in tutto il 2011 contro la flessione nazionale dell'1,3%. Alla Camera di commercio di Nuoro, grazie alla cioccolateria Sperandri di Suni, è stato registrato un incremento del 6,3%.
PREZZI
Oltre alla qualità, ad incentivare gli acquisti degli alimenti “a chilometro zero”, sono anche i prezzi. Secondo lo studio, infatti, il costo di panettoni e paste tipiche è rimasto contenuto nonostante il rincaro delle materie prime e dell'inflazione. In media la crescita è stata del 2,6%. Il prezzo dello zucchero, invece, è aumentato del 16% in un anno, della farina del 7,3% e del burro del 6,7%.
«I prodotti tipici fanno parte del nostro patrimonio e il loro nome si conosce senza bisogno di promuoverli, ma noi dobbiamo tutelare la qualità», precisa Filippo Spanu, segretario di Confartigianato Sardegna.
«Servono i marchi per riconoscere quello che veramente arriva dalla Sardegna».
LEGGE
In questo contesto si inserisce anche la proposta di legge di iniziativa popolare per la “conservazione e valorizzazione dei prodotti sardi-Compra Sardo” che sarà consegnata stamattina in Regione, grazie alle 20 mila firme raccolte da Coldiretti Sardegna e dal Comitato “Identità e Futuro”.
L'Unione Sarda