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Si allungano i tempi della Finanziaria PDF Stampa
Mercoledì 28 Dicembre 2011 13:22
Regione Sardegna.
La Finanziaria è argomendo caldo, di questi giorni.
E che, su La Nuova Sardegna torna d'attualità.
In questo articolo di Filippo Peretti alcune news sul "nuovo stopo della Finanziaria"...
Sel: «Tutto da rifare». Pd: «Cappellacci lasci». La replica: «Solito disco rotto».
CAGLIARI. Nuovo stop alla Finanziaria 2012.
Ieri pomeriggio si sarebbe dovuta riunire la commissione Bilancio per l’esame degli emendamenti (300 solo quelli dell’opposizione) ma la seduta è stata rinviata «a data da destinarsi» a causa della crescente incertezza politica.
 Dialogo sempre più in forse. Durissimo l’attacco di Pd e Sel alla Giunta, altrettanto dura la replica di Cappellacci. L’alto numero degli emendamenti presentati ha
suggerito lo slittamento «sine die» della seduta della commissione presieduta da Pietrino Fois (Riformatori). Ma a provocare un ulteriore rinvio è stata la constatazione, da parte della maggioranza, dell’assoluta incertezza politica provocata dalle divisioni nella maggioranza e dal fatto che la Giunta non ha ancora definito nel dettaglio come rimodulare la manovra. Numerosi emendamenti delle opposizioni sono soppressivi torali.
«Il disegno di legge presentato dalla Giunta - ha detto il capogruppo di Sel, Luciano Uras - è datato, non tiene conto degli effetti depressivi della manovra economiche decise in ambito nazionale dai governi Berlusconi e Monti, non si tiene conto, inoltre, della mancata conclusione positiva della vertenza entrate e si insiste a scrivere in Bilancio entrate di cui, purtroppo per responsabilità precisa del precedente governo, non si ha ancora certezza. Mancano, inoltre, decisi provvedimenti per scongiurare gli effetti devastanti di colpevoli lentezze dell’apparato amministrativo regionale nella spesa, soprattutto quella verso il sistema produttivo e del lavoro, o per il pagamento delle forniture e dei servizi che provengono in gran parte da piccole imprese o da aziende artigiane».
Secondo Uras «la manovra è tutta da riscrivere». Della stessa opinione il capogruppo del Pd, Giampaolo Diana, il quale ha rilanciato l’esigenza di una «mobilitazione unitaria perché il governo Monti dia alla Sardegna quanto le è dovuto dalla riscrittura dell’articolo 8 dello Statuto in materia di entrate tributarie compartecipate». Diana ha aggiunto che «il presidente Cappellacci non è in grado, come ha dimostrato ampiamente finora, di aiutare la Sardegna ad uscire da questa drammatica condizione». Quindi «serve una svolta alla guida della Regione».
 La durezza conferma che il Pd, e gli altri gruppi dell’opposizione, non vogliono che la Giunta partecipi alla mobilitazione unitaria del Consiglio. «La cosa più giusta - ha affermato Diana - è che Cappellacci lasci il campo». Immediata la replica del presidente della Giunta. «L’onorevole Giampaolo Diana - ha detto Cappellacci - fa suonare sempre il solito disco rotto: una nenia senza senso e a tratti volgare. Quando metterà da parte il suo vinile, inizierà a parlare della Sardegna e proverà a misurarsi su argomenti concreti, anzichè sugli insulti gratuiti, il confronto sarà sicuramente più interessante e più utile per la nostra isola».
«Quando Diana parla di soggetti che non sono in grado di tirare fuori la Sardegna dalla crisi il capogruppo del Pd farebbe meglio a guardare tra i suoi» ha aggiunto Pietro Pittalis, vice capogruppo del Pdl.