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Enti locali, arrivano i trasferimenti PDF Stampa
Venerdì 06 Agosto 2010 09:02

Più  soldi a Milano, Roma e Torino. Meno a Napoli e Palermo



I numeri per provare a far quadrare i conti degli enti locali ora ci sono. E sono ufficiali. In vista dell'approssimarsi della scadenza del 30 aprile 2010, ultima data utile (salvo ulteriori proroghe) per chiudere i bilanci di previsione, e dopo il varo del dl 2/2010 che ha disegnato la cornice normativa necessaria al pagamento delle spettanze, il ministero dell'interno ha terminato ieri la procedura di determinazione dei trasferimenti erariali a comuni e province per il 2010. Gli importi sono consultabili sul sito del dipartimento finanza locale del Viminale (www.finanzalocale.interno.it) I comuni subiranno un taglio di 200 milioni del fondo ordinario e un'ulteriore decurtazione di 179,42 milioni quale ultimo atto di una questione che si trascina da tempo e su cui quest'anno si scriverà la parola fine. Il riferimento è ai tagli correlati ai presunti maggiori introiti Ici derivanti dal riclassamento degli immobili ex rurali. Entro il 31 marzo, come previsto dalla Finanziaria 2010, i comuni dovranno presentare una nuova certificazione indicando i maggiori introiti Ici 2009. Ciò significa che, pur subendo la riduzione di 179 milioni, ripartita in misura proporzionale su ciascun ente, i comuni potranno computare tra le entrate, a titolo di trasferimenti, un importo pari alla differenza fra i tagli alle singole spettanze e i maggiori introiti risultanti dalle nuove certificazioni. Quando tutte le certificazioni saranno acquisite, spiega la nota metodologica del Viminale, «la riduzione delle spettanze sarà adeguata all'importo certificato dal singolo comune». E in questo modo cesseranno gli effetti del discusso decreto Visco-Bersani (dl 262/2006). Ai comuni andranno pure 3,364 miliardi di euro di trasferimenti compensativi per il taglio dell'Ici sulla prima casa. Un importo, fa notare il ministero dell'interno, «sostanzialmente equivalente al totale dei minori introiti certificati dai comuni nel corso del 2009». Verranno invece nuovamente decurtati i 313 milioni di euro all'anno tagliati dal governo Prodi per risparmiare sui costi della politica. A rimpolpare la lista dei contributi di cui i sindaci incasseranno presto la prima tranche, ci sono i fondi stanziati dalla Finanziaria 2010 per i piccoli comuni con un'alta incidenza di anziani e bambini e quelli previsti dal decreto legge n.2 per gli enti sottodotati. Quanto alle province, oltre al taglio di 313 milioni per i costi della politica, sconteranno anche una riduzione di 50 milioni del fondo ordinario a cui si aggiunge il milione di euro decurtato dalla Finanziaria 2010. Beneficeranno, invece, della compartecipazione Irpef all'1% reintrodotta dal dl 2/2010. La compartecipazione sarà calcolata sul gettito Irpef del 2007 e verrà compensata con una riduzione dei trasferimenti erariali di pari importo. Andando a spulciare gli importi dei contributi, si registrano incrementi più o meno generalizzati al Nord e un calo per alcune grandi città del Sud. A ricevere più soldi saranno Milano (482 mln contro i 475 del 2009), Torino (352 contro i 340 dell'anno scorso) e Bologna (143 contro 134). Nel 2010 Roma incasserà 1, 288 miliardi. In flessione invece le spettanze di Napoli e Palermo.

L'articolo di Francesco Cerisano pubblicato da Italia Oggi è inserito nella Rassegna Stampa presente nell'area Ufficio Stampa.