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Giovedì 29 Dicembre 2011 10:02
 la lotta contro i radar
 
 
Manifestazione il 7 gennaio a Capo San Marco promossa dall’assemblea regionale dei comitati.
 
 
CABRAS
 
 
 
La lotta continua. Sabato 7 gennaio i comitati «No radar» occuperanno pacificamente Capo San Marco. Presidieranno la zona del vecchio faro della marina militare, quello che dovrebbe ospitare una delle quattro installazioni radar nelle nuove localizzazioni decise dalla guardia di finanza in seguito alle proteste popolari nei siti previsti originariamente.
La quinta assemblea regionale dei comitati è andata in scena ieri a Cabras per fare il punto della situazione dopo l’annuncio del ministero della Difesa sulla riduzione delle quindici postazioni previste. «Possiamo parlare di una vittoria parziale - ha detto Graziano Bullegas, uno dei coordinatori dei comitati antiradar -. Abbiamo accolto di buon grado la notizia della drastica riduzione delle nuove postazioni ma, allo stesso tempo, non vogliamo cantare vittoria perché siamo conviti che i radar rimasti sull’agenda del ministero siano dannosi, alla salute e all’ambiente, e inutili».
Oltre a Capo San Marco, le altre zone interessate dall’installazione dei radar della guardia di finanza (gli altri sono di competenza della guardia costiera) sono i promontori di Capo Caccia, Capo Sant’Elia e Capo Sandalo, tutti sulla costa occidentale dell’isola. Un motivo che ha convogliato a Cabras un nutrito gruppo di rappresentanti dei comitati a cui hanno dato man forte tanti cittadini e una piccola rappresentanza della politica locale. Il messaggio partito dalla sale del centro polifunzionale lagunare è forte e chiaro: i comitati non hanno nessuna intenzione di sotterrare l’ascia di guerra e, anzi, rilanciano.
«Considerato che il pericolo di offrire il fianco a nuovi tipi di servitù militari non è stato scongiurato, chiediamo l’aiuto dei sindaci e confidiamo che riescano a imbastire una rete di comunicazione capace di amplificare le tante prese di posizione che abbiamo registrato in questi giorni», ha concluso Graziano Bullegas.
 Meno pacato, perlomeno nei termini, l’intervento di Walter Demontis: «Dobbiamo fare i conti con un presidente della Regione sempre più distratto e assente. Mi chiedo cosa abbia deciso Ugo Cappellacci dato che non si è mai fatto sentire. E dire che dovrebbe essere lui a rappresentare i cittadini». I motivi di tanto accanimento sono ormai noti.
Secondo quelli del movimento «no radar» le nuove installazioni sarebbero del tutto inutili, soprattutto se giustificate con il controllo del flusso dei migranti nordafricani che, perlomeno da Capo San Marco in su, non si sono mai visti. Senza contare i danni al patrimonio ambientale, ribaditi più volte anche ieri sera. Insomma, spostare i radar di qualche chilometro o ridurne il numero non è la soluzione del problema.
La Nuova Sardegna