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Due miliardi e mezzo bloccati PDF Stampa
Venerdì 30 Dicembre 2011 10:37

Cagliari. Il Palazzo del Consiglio RegionaleEcco che cosa la Regione ha ottenuto dallo Stato e che cosa deve ancora ottenere.

Riconosciuto il 95% delle entrate, il problema è il patto di stabilità.

Quali sono le imposte e le tasse che la Sardegna deve incassare?

La Regione ha solo messo in bilancio o ha già incamerato parte di ciò che le spetta?

 

 

 

 

Su quali argomenti sono pendenti ricorsi davanti alla Corte costituzionale?

 

La Giunta ha sbagliato nella trattativa con Roma o ha agito correttamente?

 

 

Sono interrogativi a cui occorre rispondere per tentare di superare polemiche e strumentalizzazioni politiche - da una parte e dall'altra - e fare il punto della situazione nel modo più oggettivo possibile. Come è noto sulla base di un accordo stipulato in conferenza Stato-Regioni nel 2007, alla Sardegna spetta il 12,25% delle entrate erariali:

 

si tratta di Irpef, Ires, Iva, Tasse auto, Accise, Giochi, Tabacchi, percentuali sulla bolletta elettrica e altri tributi minori. Buona parte di queste entrate - stando al bilancio - sono già state riconosciute e per verificarlo è sufficiente confrontare quanto incamerava la Regione sino agli anni scorsi e il gettito riconosciuto quest'anno.

 

 

 

OLTRE DUE MILIARDI IN PIÙ

 

 

 

Si scopre che lo Stato ha già riconosciuto, in attuazione dell'articolo 8 dello Statuto speciale novellato dopo l'accordo, oltre due miliardi e mezzo in più. Come si evince dalla tabella pubblicata in alto, con il vecchio regime di compartecipazione la Regione incassava un miliardo e 350 milioni di Irpef e ora le sono stati riconosciuti poco meno di 2,3 miliardi.

 

 

L'Iva è più che quintuplicata passando da 300 milioni a 1,7 miliardi. Sulle tasse auto la Regione non incassava un euro ed ora le sono stati riconosciuti 78 milioni. Resta ancora al palo la richiesta sulla quota di Ires, l'imposta sul reddito delle società: la Regione chiede 305 milioni, lo Stato ne riconosce 192.

 

Inevase anche le richieste sulla percentuale di incassi sui giochi che dovrebbero portare nelle casse di viale Trento 90 milioni (sinora non è stato versato un euro) e su altre imposte minori che, secondo i conti dei tecnici regionali, dovrebbero valere almeno 96 milioni.

 

 

 

IL PATTO DI STABILITÀ

 

 

Si tratta tuttavia di entrate teoriche e non solo perché l'entità esatta si conoscerà (ma questo vale per tutti i tributi, anche quelli ante accordo) a rendiconto definito, cioè quando lo Stato avrà materialmente incassato tasse e imposte, ma soprattutto perché gran parte delle somme sono vincolate dal patto di stabilità. È per questa ragione che la trattativa sul “patto” resta prioritaria rispetto al resto.

 

 

 

LE RICHIESTE

 

 

Ma che cosa chiede la Regione? Il punto principale riguarda la quota di bilancio vincolata. Lo Stato ha fissato un tetto annuale di spesa sulla base delle entrate percepite dalla Regione nel 2005. Nel frattempo la Sardegna, attuando lo stesso accordo, si è fatta carico dei costi sanitari e di quelli della continuità territoriale e del trasporto pubblico ed ha ottenuto, appunto, il riconoscimento di buona parte delle entrate. Ma, contravvenendo agli accordi, lo Stato non ha aggiornato i conti sia non tenendo conto delle nuove spese e sia vincolando anche i due miliardi e mezzo destinati in più alla Sardegna.

 

 

Il rallentamento del flusso delle entrate ha creato, peraltro, un'imponente massa di residui attivi (i soldi che lo Stato non versa) mentre il limite a impegni e pagamenti ha creato significativi residui passivi ed ha generato effetti a cascata sui trasferimenti ai Comune e, soprattutto, sul sistema delle, imprese che pur avendo effettuato lavori pubblici non ottengono i pagamenti rischiando di fallire.

 

 

 

I RICORSI


 

 

Sul punto la Regione ha formulato una ipotesi di accordo proponendo che il livello di impegni per il 2011 fosse fissato in 3,8 miliardi e che quello dei pagamenti fosse incrementato di 400 milioni, arrivando quindi a quota 3,5 miliardi.

 

Il Ministero dell'economia e delle finanza lo ha respinto da qui il ricorso alla Corte costituzionale davanti alla quale la Regione ha sollevato un conflitto di attribuzione che sarà discusso in udienza il prossimo sette febbraio. Un altro conflitto riguarda il ricorso di legittimità costituzionale proposto del Governo contro la legge 12 del 2011 che, secondo Roma, «eccederebbe le competenze statutarie». In questo caso la Regione ha resistito contro il ricorso, che sarà discusso il prossimo tre aprile.

 

 

 

LE ALTRE VERTENZE

 

 

Secondo Antonio Cambus, direttore del servizio entrate dell'assessorato al Bilancio, «la Ragioneria generale dello Stato ha contabilizzato il 95% delle entrate previste nell'articolo 8 dello Statuto, che quindi è quasi totalmente attuato».

 

 

Vero è che la Regione bussa a quattrini mentre il governo taglia. E questo indurrebbe ad essere pessimisti sull'esito della trattativa. Ma i diritti sono stati acquisiti e, norme di attuazione a parte, alla Sardegna spettano più soldi.

 

 

 

L'Unione Sarda