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Monti: ora il pacchetto “cresci Italia” PDF Stampa
Venerdì 30 Dicembre 2011 10:43

Non ci sarà un’altra manovra.

«Eravamo sull’orlo del burrone, siamo riusciti a non cadere».

Dopo i sacrifici imposti con il decreto “salva-Italia” arriva il pacchetto “cresci-Italia” che dovrebbe contenre le misure “volute” dal governo per rispondere alle esigenze delle famiglie, dei lavoratori e delle imprese che dovranno affrontare un difficilissimo 2012...

 

 

 

ROMA. Dopo i sacrifici imposti con il decreto “salva-Italia” arriva il pacchetto “cresci-Italia” che dovrebbe contenre le misure “volute” dal governo per rispondere alle esigenze delle famiglie, dei lavoratori e delle imprese che dovranno affrontare un difficilissimo 2012.

 

Ad illustrare i “titoli” dei provvedimenti che il mondo del lavoro e i partiti attendono con trepidazione è Mario Monti.

 

Il presidente del consiglio usa la sua prima conferenza stampa di fine anno per assicurare che almeno per adesso non saranno necessari altri sacrifici: «Non occorre un’altra manovra nel senso classico della costrizione. Nessuno lo pensi. Questo, però, non significa che ora ci potrà essere larghezza finanziaria». Monti assicura che il governo «farà di tutto» per evitare tensioni sociali, spiega che la vita del governo «è nelle mani dei partiti» e dice di non avere «complessi» nei confronti della Germania, che ora dovrà «conquistare» anche la fiducia dell’Italia.

 

 

Poi, ricorda che per quanto riguarda il pareggio di bilancio, «era assolutamente impensabile rimettere in discussione gli impegni sottoscritti con l’Europa dai governi precedenti». Non una parola, invece, sui particolari delle misure per la crescita.

 

 

Ma, per quanto poco dettagliato, il discorso del premier apre la “fase due” del programma che punta sulle liberalizzazioni e sulla riforma del mercato del lavoro che dovrà essere discussa con i sindacati e le imprese. I provvedimenti avanzeranno di pari passo.

 

La prima tranche si dovrebbe concludere entro il 23 gennaio mentre la riforma del lavoro dovrebbe vedere la luce entro il mese di febbraio. I tempi dovrebbero essere piuttosto veloci anche se Monti precisa che le difficoltà non mancano e che la corsa del governo è «ad ostacoli e con handicap».

 

L’italia, del resto, è appena uscita da un incubo e il premier lo dice chiaro e tondo. Lo fa con una metafiora che spiega molto bene la situazione del nostro paese: «Non siamo vicini alla Grecia ma ci stavamo andando. Eravamo arrivati sull’orlo del burrone senza parapetto e con forze che ci spingevano alle spalle. Abbiamo puntato i piedi con tutte le forze per non cadere e credo che ci siamo riusciti.

 

Nei cieli dell’Europa c’erano molti avvoltoi ma non siamo caduti e non ci mangiano».

 

L’obiettivo del governo è quello di puntare sulla crescita e sull’equità senza usaere il denaro pubblico ma favorendo la concorrenza e le liberalizzazioni. Per spiegare che l’andamento dei mercati non è subordinato solo alle scelte dei governi, Monti torna a vestire i panni del professore e illustra un grafico che gli serve a spiegare che «nei fondamentali della nostra economia non c’è nulla che giustifichi uno spread così altro...».

 

 

Sul piano delle ambizioni personali, il premier assicura di «non aver mai pensato ad una sua candidatura al Quirinale». E se qualcuno gli prospetta un impegno in politica, ecco la replica: «Ringrazierei ma declinerei l’invito». Il premier non può essere altrettanto netto per i suoi ministri («In questo momento fanno un altro lavoro») ma su Berlusconi qualcosa la dice: «Lo scorso anno disse che non ci sarebbero state nuove manovre e invece ce ne sono state 5 e solo l’ultima porta la mia firma».

 

Il discorso di Monti convince Bersani: «Il Pd lo sosterrà con proprie proposte». E Casini: «Siamo in buone mani».

 

Qualche dubbio viene dal Pdl e Berlusconi alza il prezzo, intima uno stop a nuove tasse: «Noi sosteniamo Monti ma le misure devono essere concordate con noi». Antonio Di Pietro vede solo «promesse» mentre il leghista Calderoli è tranciante: «La crisi è finita. Ora inizia la miseria...».

 

 

 

La Nuova Sardegna

Ultimo aggiornamento Lunedì 02 Gennaio 2012 10:13