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Pensioni, niente “tetto” fino a marzo PDF Stampa
Domenica 01 Gennaio 2012 00:00

Anziani per stradaI pensionati che non hanno un conto corrente bancario o postale possono tirare un sospiro di sollievo: il 2 gennaio 2012 potranno essere ritirate in contanti anche le pensioni di importi superiori a mille euro, come sempre.

Poi però, da marzo, gli assegni che superano i 980 euro dovranno essere accreditati su un conto, come dispone il decreto della manovra Monti.

Nessun allarme dunque. Allo sportello, tra qualche giorno, nessuno si sentirà dire che non potrà ricevere i soldi che gli spettano.

 

 

 

ROMA. I pensionati che non hanno un conto corrente bancario o postale possono tirare un sospiro di sollievo: il 2 gennaio 2012 potranno essere ritirate in contanti anche le pensioni di importi superiori a mille euro, come sempre. Poi però, da marzo, gli assegni che superano i 980 euro dovranno essere accreditati su un conto, come dispone il decreto della manovra Monti.

 

Nessun allarme dunque. Allo sportello, tra qualche giorno, nessuno si sentirà dire che non potrà ricevere i soldi che gli spettano.

 

Le Poste italiane non sono nel caos, anzi, sono pronte ad offrire differenti modalità di accredito anche ai più “allergici” ai conti correnti. «Non lasceremo i pensionati senza soldi», garantiscono a chiare lettere dalle Poste. La conferma dei tempi dilazionati stabiliti dal governo per adeguarsi alle disposizioni della manovra è contenuta nel decreto.

 

Che infatti, a proposito del limite per la tracciabilità dei pagamenti a 1.000 euro, nel comma 4 dell’articolo 12 spiega: «entro tre mesi dalla data di entrata in vigore» del decreto legge «la pensione, lo stipendio e i compensi corrisposti dalle pubbliche amministrazioni centrali e locali, e ogni altro tipo di emolumento a chiunque destinato, di importo superiore a mille euro, debbono essere erogati con strumenti di pagamento elettronici bancari o postali, ivi comprese le carte di pagamento prepagate».

 

Intanto l’Inps, proprio in questi giorni, sta inviando a circa 400mila pensionati che superano la soglia dei 1.000 euro, una lettera che li invita - entro il 29 febbraio 2012 - a dotarsi ed a comunicare all’ente previdenziale le proprie nuove coordinate bancarie o postali.

 

Cifre aggiornate alla mano, l’Inps fa sapere che in Italia i pensionati privi di qualsiasi forma di conto corrente sono 2 milioni e 200mila (erano 3 milioni lo scorso anno), di questi, sono solo 430mila quelli che percepiscono una pensione di oltre 980 euro.

 

Sulle voci di una possibile proroga (ulteriore ai tre mesi già previsti dal decreto) per adeguarsi, l’Inps sottolinea che c’è già tutto il tempo per farlo. «Paghiamo oltre 16milioni di pensioni ogni mese - aggiungono dall’ente - quei 400mila sono una componente residuale: incassano in contanti i soggetti che hanno resistenze psicologiche ad aprire un conto, ma dovranno farlo. Perché il problema è dell’utente: se non apre un conto si mette in condizione, dopo marzo, di non poter ricevere il pagamento».

 

Insomma, per ora nessuna proroga in vista e «se da qui a marzo subentrassero nuove norme, ci metteremo in regola» concludono dall’istituto previdenziale. Nel testo del decreto poi, il ministero dell’Economia, la Banca d’Italia, l’Abi, le Poste e le associazioni dei prestatori di servizi, vengono sollecitate a concertare insieme un «conto corrente o un conto di pagamento di base» agevolato per i pensionati.

 

Un lavoro «ancora ai primi stadi» fanno trapelare dall’Associazione bancari. Mentre Poste italiane consiglia tre forme di accredito: il conto BancoPosta, il libretto postale con disponibilità di una card e l’InpsCard.

 

Il primo è un conto corrente postale. La seconda soluzione è una carta che può essere richiesta gratuitamente dal pensionato (titolare del libretto) e che permette di prelevare denaro contante dal circuito postamat (fino a 600 euro al giorno e fino a un massimo di 2500 euro mensili).

 

Infine, l’InpsCard è la carta lanciata grazie ad un accordo tra Inps e Poste italiane. I pensionati potranno riscuotere il loro assegno previdenziale presso tutti gli uffici postali e prelevare denaro contante dagli sportelli automatici senza costi aggiuntivi. Inoltre consente al pensionato di prelevare denaro, pagare bollettini, ricaricare il cellulare, fare acquisti nei negozi e supermercati convenzionati, sia in Italia sia all’estero.

 

 

 

La Nuova Sardegna