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Al sindaco niente indennità retroattiva PDF Stampa
Venerdì 06 Agosto 2010 09:05

All'ex sindaco non può essere erogata l'indennità di funzione mai deliberata in consiglio comunale, né prevista nei rispettivi bilanci di previsione. Tale fattispecie manca, altresì, di qualsiasi presupposto giuscontabilistico che permetta un suo riconoscimento quale debito fuori bilancio. Così si è espressa la Corte dei conti, sezione regionale di controllo per la Campania, con il parere n. 3 del 2010. Il sindaco del comune di S. Arcangelo Trimonte ha richiesto parere riguardo la possibilità di erogare all'ex sindaco, in carica dal 2004 al 2008, l'indennità di funzione, mai deliberata, né prevista nei bilanci di previsione in considerazione delle difficoltà economiche dell'ente, e se, in caso positivo, la somma poteva essere inserita a competenza o necessitava di riconoscimento di debito fuori bilancio. L'articolo 82 del Tuel, in attuazione del principio costituzionale per il quale chi ricopre cariche pubbliche ha il diritto di disporre dei servizi e delle risorse necessarie, riconosce al sindaco un'indennità mensile, determinata con apposito decreto del Ministero dell'interno, adottato di concerto con il Ministero dell'economia: il d.m. oggi in vigore è il n. 119 del 4 aprile 2000, che ha fissato, all'articolo 1, le indennità di funzione e le misure percentuali di incremento delle stesse. Pertanto, in sede di programmazione, l'ente locale prevede le indennità che spettano agli amministratori e stanzia le necessarie somme in bilancio, con erogazione mensile, previa assunzione dell'impegno di spesa. La mancanza dell'atto d'impegno delle somme stanziate determina che, a fine esercizio, confluiscono nelle economie di bilancio e quindi non è possibile l'imputazione al bilancio corrente del pagamento delle indennità di funzione. Per la Corte dei conti, nel caso in esame, la mancanza di stanziamenti nei bilanci di previsione degli esercizi 2004/2008 è un elemento ostativo all'assunzione, comunque postuma, dell'impegno contabile e alla successiva erogazione degli emolumenti, in quanto la caratteristica principale del bilancio di previsione è il suo contenuto autorizzatorio degli stanziamenti di spesa, per il quale non è possibile assumere impegni che eccedano gli importi stanziati. Tale principio è una garanzia del rispetto dell'equilibrio finanziario del bilancio e uno strumento per il perfetto governo della gestione, così come chiarito anche dal principio contabile n. 2. Non può essere erogata, di conseguenza, l'indennità di funzione per gli esercizi passati, senza la preventiva deliberazione consiliare e in mancanza di stanziamento in bilancio. Circa la possibilità di riconoscere la fattispecie come debito fuori bilancio, per la Corte manca qualsiasi presupposto giuscontabile che permetta tale riconoscimento, in mancanza di un titolo giuridico che sorregga la richiesta dell'ex sindaco, considerando anche la partecipazione dello stesso alle sedute consiliari di approvazione dei bilanci, che non contenevano gli stanziamenti per le indennità ex articolo 82.

L'articolo di Eugenio Piscino pubblicato da Italia Oggi è inserito nella Rassegna Stampa presente nell'area Ufficio Stampa.