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Brunetta rivoluziona i concorsi PDF Stampa
Venerdì 06 Agosto 2010 09:07

Arriva «Vinca il migliore», il modello pensato dal ministro per la Pa

Il nome è  arrivato dritto dritto da una pensata del ministro. Salvo sorprese, si chiamerà «Vinca il migliore». Di cosa si tratta? Del nuovo modello che il titolare del ministero della funzione pubblica, Renato Brunetta, ha predisposto con i suoi tecnici per rivoluzionare i concorsi pubblici nelle amministrazioni locali. Regioni, province e comuni, secondo le intenzioni, potranno delegare all'esterno tutta la laboriosa procedura, dalla preparazione del bando allo svolgimento delle prove, fino alla stesura della graduatoria finale. A gestire il tutto, secondo il modello sviluppato da FormezItalia, la nuova spa pubblica costituita l'anno scorso per la formazione dei dipendenti pubblici, sarà una commissione interministeriale composta da rappresentanti dello stesso dicastero della funzione pubblica, del ministero dell'economia e del ministero dell'interno. A questo organo, in pratica, le amministrazioni potranno affidare tutta la procedura. Secondo Brunetta il meccanismo garantirà risparmi per miliardi di euro e una trasparenza che, quando si parla di concorsi pubblici gestiti in prima persona dagli enti locali, spesso si trasforma in una chimera. Queste, in sostanza, sono le caratteristiche del nuovo sistema che ItaliaOggi è in grado di anticipare. Un ruolo fondamentale, nello scenario che va delineandosi, sarà in capo a FormezItalia, la spa presieduta da Secondo Amalfitano costituita nel luglio del 2009 proprio con un core business calibrato sulla formazione. Il suo capitale è al 100% del Formez, il centro che dipende direttamente da palazzo Vidoni. In realtà il modello è ancora in via di perfezionamento. Le amministrazioni locali che dovessero decidere di far riferimento a esso dovranno pagare il servizio proprio a FormezItalia, che sta appunto sviluppando la nuova impalcatura dei concorsi pubblici e che si andrà a occupare della formazione dei candidati selezionati all'esito della procedura. Ma questo costo, giurano al ministero, è poca cosa rispetto a tutte le risorse che oggi servono a un ente locale per organizzare e mandare avanti in proprio un concorso. Senza contare, almeno negli auspici di Brunetta, il recupero di trasparenza che una procedura delegata all'esterno può garantire. Raccomandazioni e assunzioni degli amici hanno i giorni contati? Difficile dirlo, ma l'obiettivo è questo. E prende spunto da Ripam, un progetto del '94 del Formez che già conteneva in embrione le caratteristiche principali che avrà «Vinca il migliore». Altro vantaggio, nel caso in cui il sistema riuscisse a decollare, sarebbe la completa soppressione della carta, oggi indispensabile per le raccomandate e tutto lo scambio di posta con i candidati. «Sarà tutto automatizzato», fanno filtrare da palazzo Vidoni. In cantiere, tra l'altro, c'è la firma di un accordo con l'università Bocconi di Milano per rendere sempre più scientifiche le prove di preselezione ai concorsi (i famosi quiz). E si sta studiando una modifica normativa che possa favorire il riferimento al nuovo modello da parte delle amministrazioni locali. Sullo sfondo, infine, le prospettive economiche della nova FormezItalia spa. Se il modello andrà a regime, considerando tutte le altre attività formative nella Pa, la società prevede di raggiungere un volume d'affari anche superiore ai 100 mln di euro. Davvero niente male.

L'articolo di Stefano Sansonetti pubblicato da Italia Oggi è inserito nella Rassegna Stampa presente nell'area Ufficio Stampa.