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Contratti pubblici, la Banca dati darà un taglio alle scartoffie PDF Stampa
Lunedì 06 Febbraio 2012 10:50

I vantaggi del decreto semplificazioni: niente certificati dagli appaltatori di servizi e forniture

 

Verifiche online per gli appalti pubblici con l’avvio, a inizio 2013, della Banca dati nazionale dei contratti pubblici, gestita dall’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici; divieto di verifica sui requisiti dei concorrenti con modalità diverse dalla consultazione della Bdncp; gli appaltatori di forniture e servizi, dal primo gennaio 2013, non dovranno quindi più produrre certificati. È una delle maggiori novità contenute nel decreto legge sulle semplificazioni per risolvere il problema della qualificazione degli appaltatori pubblici di lavori, forniture e servizi, assicurando l’efficacia, la trasparenza e il controllo in tempo reale dell’azione amministrativa in materia di appalti, anche sotto il profilo della prevenzione dei fenomeni di corruzione.

Con le norme dedicate alla Bdncp si risolveranno quindi i problemi legati all’eccessiva burocratizzazione delle procedure che, secondo alcune stime governative, portano una azienda a produrre mediamente circa trenta volte l’anno la stessa documentazione. In particolare, per le piccole e medie imprese il risparmio sui costi vivi della gestione amministrativa delle gare si dovrebbe aggirare complessivamente su oltre 140 milioni all’anno, stando a quanto stimato dal governo. Ma i benefici ci saranno anche per le amministrazioni pubbliche le quali, potendo effettuare i controlli sui concorrenti attraverso il fascicolo elettronico di ciascuna impresa, potranno ri-sparmiare 1,3 miliardi l’anno. L’operazione avviata con il decreto legge semplificazioni, stando al testo circolante in questi giorni ed esaminato dal consiglio dei ministri venerdì scorso, si basa sulla banca dati che fu introdotta nel 2010 con il comma 1 dell’art. 44, del dlgs 30 dicembre 2010, n. 235. In particolare si prevede che dal 1° gennaio 2013 tutta la documentazione relativa alla prova dei requisiti di capacità economico-finanziaria e tecnico organizzativa che i concorrenti devono possedere per parte-cipare agli appalti dovrà es-sere acquisita presso la Banca dati nazionale dei contratti pubblici presso l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, previ-sta dall’articolo 62-bis del dlgs 82/2005, introdotto nel 2010. La disposizione do-vrebbe prevedere che l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici defini-sca innanzitutto quali dati, utili alla partecipazione alle gare, nonché alla verifica delle offerte, debbano esse-re inclusi nella banca dati, nonché i termini e le regole tecniche per l’acquisizione, l’aggiornamento e la con-sultazione dei dati contenuti nella predetta Banca dati. La norma prevede che per l’attivazione della banca da-ti tutti i soggetti pubblici e privati che detengono dati e documenti relativi ai requisiti di partecipazione, abbiano l’obbligo di messa a disposizione dell’Autorità di tali dati e documenti. Parallelamente, gli operatori economici saranno tenuti ad integrare i dati contenuti nella Banca dati nazionale dei contratti pubblici, creando un sistema dinamico e non statico come invece è oggi quello basato sulle Soa, ove i certificati hanno validità quinquennale. Il meccanismo avrà una portata fondamentale nel settore dei servizi e delle forniture in cui, diversamente dai lavori, non esiste un sistema di qualificazione dei concorrenti. All’obbligo di acquisizione della documentazione da parte della Bdncp è correlato l’obbligo per i committenti di effettuare le verifiche dei requisiti di capacità dei concorrenti esclu-sivamente attraverso la banca dati, senza quindi più chiedere documenti ai partecipanti alle gare. Ciò si-gnifica che i partecipanti alle gare potranno qualificarsi alle procedure semplicemente con una autodichiarazione del possesso dei requisiti di carattere generale e speciale, mentre sarà cura del committente che ha bandito la gara, verificare che quanto dichiarato sia conforme alle risultanze do-cumentali rese disponibili a questo fine dalla Banca dati nazionale dei contratti pubblici. Non si tratterà certamente di un percorso facile, dal momento che occorrerà mettere in linea e fare affluire nella banca dati una rilevante mole di certificazioni (soprattutto per i requisiti tecnici) e, quindi, la necessità di un celere avvio delle procedure di acquisizione di dati e documenti appare centrale nell’applicazione della norma.

Andrea Mascolini

Fonte: Italia Oggi Sette 06/02/2012 Rassegna Stampa Asmez