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Del Rio: "Entro fine anno il ddl svuota Province" PDF Stampa
Lunedì 04 Novembre 2013 10:21

“Se si non si approva entro fine anno il ddl "svuota province", in primavera vanno rinnovati l'80% dei consigli provinciali: sarebbe una beffa, meglio dire che non si vuole fare la riforma. E'legittimo avere opinioni diverse ma il tema è nel programma del Governo. Io spero che entro metà dicembre si approvi il provvedimento".  Sono parole del Ministro per gli Affari Generali Graziano Del Rio intervenuto questa mattina a radio 24.

"Dalla riorganizzazione delle Province – ha aggiunto Del Rio- non vi saranno licenziamenti ma solo maggiori sinergie: i dipendenti non devono temere per i loro posti di lavoro. Certamente non vi saranno più turn over e ricambi, il sistema pubblico deve gestirsi con sistemi più moderni". Il taglio del personale politico provinciale consentirà risparmi pari a 110 milioni di euro "che non sottovaluterei – prosegue il Ministro - per utilizzarli diversamente ma il maggiore risparmio consiste nell'unire e nel semplificare, il federalismo che funziona è quello in cui ognuno fa poche cose ma ben definite. Gli oltre 2 miliardi per le funzioni generali possono essere risparmiati; almeno il 50% di risparmi si potrebbe ottenere in un anno, un anno e mezzo". Il ministro ha ricordato che il Governo ha chiesto l'urgenza al ddl svuota-Province "perche' crede in questa riforma attesa da 30 anni, che inoltre rafforza le unioni dei comuni e finalmente istituisce le città metropolitane. Ora il Parlamento deve discutere. Io spero che entro metà dicembre si approvi il provvedimento.

Abolire le Regioni o ridefinirne i confini è un' operazione molto complessa ed il dibattito su questo tema è recente – ha detto ancora Del Rio. Sulle Province discutiamo da anni, per questo chi chiede più tempo per la riforma usa questo argomento in modo strumentale. Le Regioni sono un punto critico del federalismo, si sono trasformate in enti burocratici, ma siamo in un regime costituzionale che garantisce molto le Regioni. Il Governo ha messo in disposizione 1 miliardo per ridurre la pressione fiscale: complessivamente Tares e Imu valevano circa 6 miliardi. Si lascerà poi ai Comuni la facoltà di manovrare le aliquote. La pressione fiscale dovrebbe diminuire.  Qualche comune - ha spiegato  il Ministro- chiederà certamente qualcosa in più in termini di tasse, qualcuno in meno, ma complessivamente la pressione fiscale diminuirà. D'altra parte i comuni useranno la tassa secondo i loro bisogni: è il principio del "vedo, pago e voto". Un sindaco può chiedere anche 20-30 euro in più all'anno ma il problema è se uno chiede soldi e poi non eroga servizi adeguati". (ANSA).

Ultimo aggiornamento Lunedì 04 Novembre 2013 10:24