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Saitta (UPI): "Chiederemo a Napolitano di impedire che la Costituzione venga modificata mediaticamente". PDF Stampa
Martedì 05 Novembre 2013 14:55

Chiediamo al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, di tutelare le nostre prerogative costituzionali, perché non può farlo soltanto la Corte Costituzionale. Invitiamo Napolitano ad impedire che la Costituzione sia modificata mediaticamente''. Questo l'appello che il presidente dell'Upi, Antonio Saitta, ha rivolto intervenendo all'assemblea dell'Unione delle Province d'Italia.

Il capo dello Stato dovrebbe garantire alle Province, ha esortato Saitta, ''di poter partecipare al loro processo di riordino, soprattutto perché il governo ci ha escluso''. Sempre al capo dello Stato il leader delle Province ha chiesto ''che venga garantito il rispetto della Carta delle Autonomie, che è un trattato internazionale. Noi in passato possiamo aver fatto degli errori - ha aggiunto - ma abbiamo un forte senso dello Stato e infatti non abbiamo mai organizzato piazzate che forse invece avremmo dovuto fare.

Delrio non sia soltanto il ministro dell'Anci ma garantisca anche noi – ha proseguito Saitta -  Il governo abbia il coraggio di tirare fuori dal cassetto i dati della Sose sui comuni, visto che quelli relativi alle Province li ha già tirati fuori. Da un'analisi approfondita di quei numeri si dimostrerà che le Province in questi anni sono state più brave dei comuni". Il ministro Delrio, ha aggiunto il presidente dell'Upi, "è anche il ministro per l'abolizione delle Province e ora è venuto il momento che ci spieghi le ragioni dell'aumento, in dieci anni, del costo delle Regioni, lievitato di 40 miliardi di euro. Invece Delrio - ha concluso - preferisce dedicarsi all' abolizione delle Province che pesano soltanto per l'1,3% sui costi dello Stato". In tutte le Province italiane – ha annunciato Saitta - nasceranno a breve comitati per la difesa della Costituzione. Il leader delle Province ha poi chiesto a tutti i presidenti "di incontrare i dipendenti di ogni singolo ente per spiegare loro che il sindacato non farà nulla per i mantenimento del loro posto di lavoro". Saitta ha poi aggiunto che tra i compiti dei presidenti delle Province "figurerà anche quello di contattare i sindaci dei piccoli comuni che non sono d'accordo con le posizioni assunte dall'Upi.

Nel nostro paese stiamo assistendo a un livello di attacco alle Province inaccettabile, tanto è che ormai queste vengono considerate come dei clan di mafiosi" -  ha detto infine il presidente dell'Upi nel suo intervento all'assemblea dell'organizzazione.(ANSA).

Ultimo aggiornamento Martedì 05 Novembre 2013 14:58