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Legge di Stabilità: venerdì 15 sciopero di 4 ore anche in Sardegna. Segretari Cgil, Cisl e Uil a Villacidro, Olbia e Sassari PDF Stampa
Mercoledì 13 Novembre 2013 18:33
Cgil, Cisl e Uil della Sardegna aderiscono allo sciopero di 4 ore indetto dai sindacati nazionali per sollecitare modifiche alla legge di Stabilità. Venerdì 15 incroceranno le braccia i lavoratori di tutti i settori per la giornata di mobilitazione in tutta l'Isola, con assemblee, volantinaggio e sit in nelle diverse province. I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Michele Carrus, Oriana Putzolu e Francesca Ticca saranno presenti, rispettivamente, nel Medio Campidano, a Olbia ed a Sassari. A Cagliari, dalle 9 e 30 manifestazione in Piazza del Carmine, sotto la sede del rappresentante del governo. Nel Sulcis Iglesiente, assemblea generale dalle 10, sala Lepori in via Isonzo a Iglesias. Nel Medio Campidano l'appuntamento è alle 10 al Consorzio industriale di Villacidro. A Oristano ci sarà un sit-in, dalle 9 e 30 davanti alla Prefettura. In Ogliastra l'iniziativa si svolgerà a partire dalle 9 e 30 al Consorzio industriale di Tortolì. Assemblea dalle 9 al Cinema di Olbia e conclusione della manifestazione con sit-in e volantinaggio davanti al Comune in Corso Umberto. A Sassari presidio in Piazza Italia, dove ha sede la Prefettura. A Nuoro assemblee unitarie nei luoghi di lavoro. Le ragioni della protesta sono legate al giudizio del tutto insoddisfacente sulla legge di Stabilità: "Non realizza - si legge nel volantino unitario diffuso in tutti i luoghi di lavoro - quella svolta nella politica economica necessaria al Paese per uscire dalla recessione e tornare a crescere". Cgil Cisl e Uil, oltre a chiedere la riduzione delle tasse a lavoratori, pensionati e imprese, sollecitano una nuova politica europea che liberi risorse per finanziare gli investimenti a sostegno dell'occupazione, dell'innovazione e delle politiche sociali. Tra le priorità, il rifinanziamento della cassa integrazione e la soluzione definitiva del problema degli esodati. Sulle pensioni poi, i sindacati chiedono di ripristinare i meccanismi di indicizzazione, correggendo l'impostazione iniqua e rigida introdotta dalla riforma Fornero.(ANSA).