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Sugli appalti il Tar decide a 360° PDF Stampa
Venerdì 06 Agosto 2010 09:15
Il giudice amministrativo valuta i risarcimenti in forma specifica


Per tutte le controversie in cui la procedura di affidamento sia intervenuta dopo dicembre 2007, deciderà il Tar o in appello il Consiglio di stato anche sull' «inefficacia del contratto» già stipulato a seguito di illegittima aggiudicazione. Infatti la posizione soggettiva del ricorrente, che ha chiesto il risarcimento in forma specifica assieme alle domande di annullamento dell'aggiudicazione e di caducazione del contratto concluso dall'aggiudicatario, è da trattare unitariamente dal giudice amministrativo (e non più anche dal giudice civile per quanto concerne le sorti del contratto) in sede di giurisdizione esclusiva. Il principio è contenuto in una direttiva europea, n. 66/2007, il cui decreto legislativo di attuazione verrà esaminato oggi dal consiglio dei ministri. Ma i Tar si stanno già adeguando. L'ultima decisione in ordine di tempo arriva dal Tar Emilia-Romagna (n.2187 del 15 marzo 2010). Secondo i giudici emiliani, tale soluzione «è ormai ineludibile quando la tutela delle due posizioni soggettive sia consentita dall'attribuzione della cognizione al giudice amministrativo di esse nelle materie della sua giurisdizione esclusiva e possa essere effettiva solo attraverso la perdita di efficacia dei contratti conclusi dall'aggiudicante con l'aggiudicatario prima o dopo l'annullamento degli atti di gara, fermo restando il potere del giudice amministrativo di preferire un'eventuale reintegrazione per equivalente, se richiesta dal ricorrente in via subordinata». Tale ampliamento della giurisdizione del giudice amministrativo è il risulta dell'ultimo orientamento della Cassazione (sezioni unite, ordinanza 2906/2010) secondo la quale «la esigenza della cognizione dal giudice amministrativo sulla domanda di annullamento dell'affidamento dell' appalto, per le illegittime modalità con sui si è svolto il relativo procedimento e della valutazione dei vizi di illegittimità del provvedimento di aggiudicazione di un appalto pubblico, comporta che lo stesso giudice adito per l'annullamento degli atti di gara, che abbia deciso su tale prima domanda, può conoscere pure della domanda del contraente pretermesso dal contratto illecitamente, di essere reintegrato nella sua posizione, con la privazione di effetti del contratto eventualmente stipulato dall'aggiudicante con il concorrente alla gara scelto in modo illegittimo». Ritroviamo lo stesso orientamento nella sentenza numero 172 decisa il 24 febbraio 2010 e pubblicata in data 10 marzo 2010 emessa dal Tar Molise, Campobasso il quale decide per l'illegittimità di un aggiudicazione e, nell'obbligare l'interruzione dei lavori già iniziati, riconosce il risarcimento in forma specifica alla ricorrente a cui spetta: a) di subentrare nell'esecuzione b) il risarcimento del danno per equivalente dei lavori già eseguiti dall'illegittima aggiudicataria. Stessa sorte anche nella sentenza numero 253 dell' 8 marzo 2010 (decisa il 3 febbraio 2010) emessa dal Tar Sardegna, Cagliari dalla quale si evince che la rimozione del vincolo giuridico contrattuale con la controinteressata scaturisce già dalla pronuncia, in applicazione del nuovo orientamento inaugurato dalla Cassazione. Come detto, oggi il consiglio dei ministri, licenzierà il testo definitivo del decreto legislativo recante «attuazione della direttiva 2007/66/CE per il miglioramento dell'efficacia delle procedure di ricorso in materia di aggiudicazione degli appalti». Con l'effetto che dopo il 20 marzo 2010, le stazioni appaltanti non potranno stipulare i contratti di appalto se non certe della legittimità della relativa aggiudicazione, evitando così il rischio di consistenti risarcimenti patrimoniali.

 

 

L’articolo di Sonia Lazzini pubblicato da Italia Oggi è inserito nella Rassegna Stampa presente nell’area Ufficio Stampa.