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Venerdì 06 Agosto 2010 09:16
Regole di stabilità regionalizzate


La regionalizzazione del patto di stabilità, con la possibilità di modellarlo sulla base delle differenti caratteristiche territoriali, risulta accentuata a seguito della conversione in legge del dl n. 2/2010. Lo evidenzia una nota illustrativa emanata dall'Anci il 23 marzo 2010. Il modello regionalizzato del patto di stabilità interno – che trova i suoi fondamenti normativi nell'articolo 77-ter comma 11 del dl n. 112/2008, articolo 7-quater comma 7 della l. n. 33/2009 e nell'articolo 17 comma 1 lett. c) della legge n. 42/2009 – determina una sua disaggregazione su due livelli: lo Stato effettua la quantificazione della manovra e determina gli obiettivi nazionali di finanza pubblica; ogni regione gestisce il proprio obiettivo coordinando gli enti locali presenti sul territorio. Il dl n. 2/2010, così come convertito, contiene il comma 4-sexies e il 4-octies dell'articolo 4 che danno una spinta importante verso la territorialità del patto. Il comma 4-sexies proroga, anche per l'anno 2010, le disposizioni previste nel dl n. 5/2009. In particolare, gli enti che hanno rispettato il patto nell'anno 2008, aventi un rapporto tra numero di dipendenti e abitanti inferiore alla media nazionale per classe demografica e impegni di spesa corrente per l'anno 2009 non superiori alla media del triennio 2006/2008, possono escludere dal saldo utile ai fini del patto di stabilità per il 2010, un importo non superiore a quello autorizzato dalla regione di appartenenza. L'esclusione può riguardare i pagamenti in conto residui relativi alle spese per investimenti – nei limiti delle disponibilità di cassa a fronte di impegni assunti – e i pagamenti in conto capitale finanziati dal minor onere per interessi conseguente alla riduzione dei tassi. Al fine di poter utilizzare tale esclusione gli enti locali debbono comunicare alla regione di appartenenza, entro il prossimo 30 aprile, l'entità dei pagamenti che possono effettuare nel corso dell'anno. Successivamente la regione comunicherà – entro il 31 maggio – l'ammontare dei pagamenti che gli enti possono escludere dal saldo. Il comma 4-octies prevede l'aggiunta – all'articolo 77-ter del dl n. 112 del 2008 – del comma 5-quater, il quale attribuisce alla regioni, cui si applicano limiti alla spesa, la possibilità di ridefinire il proprio obiettivo di cassa con una corrispondente riduzione dell'obiettivo degli impegni di parte corrente relativi: agli interessi passivi, alla spesa di personale, alla produzione di servizi in economia e all'acquisizione di servizi e forniture. Il calcolo va effettuato con riferimento agli impegni correnti dell'ultimo esercizio nel quale la regione ha rispettato il patto di stabilità. Entro il 30 giugno le regioni comunicano alla Ragioneria generale dello Stato l'obiettivo programmatico rideterminato, unitamente agli elementi necessari per verificare le modalità di calcolo degli obiettivi.

L'articolo di Eugenio Piscino pubblicato da Italia Oggi è inserito nella Rassegna Stampa presente nell'area Ufficio Stampa.