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Sindaci autonomi sulle licenze PDF Stampa
Venerdì 06 Agosto 2010 09:17

La richiesta del prefetto non è  vincolante per il comune


La richiesta del prefetto di chiudere l'esercizio pubblico, ai sensi dell'art. 19 dpr 616/1977 non è vincolante per il sindaco, il quale può, quindi, disporre diversamente. Il Tar Calabria, sez. II, Catanzaro, con la sentenza n. 329 del 22 marzo 2010, ha capovolto l'orientamento consolidato, affermando che «il potere del sindaco, al di fuori delle valutazioni inerenti alla sussistenza di esigenze di ordine pubblico e sicurezza, non può considerarsi interamente vincolato, perché tale interpretazione è imposta dal rispetto delle esigenze di autonomia, costituzionalmente garantita, degli enti locali, quale risultante, in particolare, dal nuovo art. 118 della Costituzione». Secondo i giudici, non sarebbe «conforme al principio di sussidiarietà e adeguatezza l'attribuzione di una funzione amministrativa all'organo più vicino ai cittadini, se tale funzione sia completamente svuotata di contenuto dall'esercizio del potere prefettizio». In altri termini, non sarebbe coerente con il nuovo quadro costituzionale assegnare al comune una funzione amministrativa di revoca di una licenza di pubblico esercizio, qualora il comune stesso non mantenga margini decisionali nei limiti anzidetti. La questione è di rilevante interesse tenuto conto che, fino ad oggi, il giudice aveva ritenuto vincolante, per il sindaco, la richiesta del prefetto inviata al comune in base al dpr 616/1977. In tal senso, infatti, si era pronunciato, per esempio, il Tar Lombardia Milano, 866/2002, affermando che «dal tenore dell'art. 19 comma 4, dpr 24 luglio 1977 n. 616 si evince che i provvedimenti di revoca di alcune autorizzazioni debbono necessariamente essere adottati dal sindaco una volta che il prefetto ne abbia fatto richiesta». Ma già prima, sempre il Tar Lombardia, Brescia, con sentenza del 12 ottobre 1987 n. 743, aveva affermato che «dopo il trasferimento ai comuni dei poteri autorizzativi in materia di licenza di pubblica sicurezza, spetta al sindaco e non agli organi di polizia, disporre la revoca o la sospensione delle autorizzazioni, anche per ragioni attinenti alla sicurezza e alla moralità pubblica, fermo restando l'obbligo dell'ente locale d'intervenire con misure repressive quando sia il prefetto a formulare apposita motivata richiesta ai sensi dell'art. 19 dpr 24 luglio 1977 n. 616». E ancora, sempre il Tar Lombardia, Brescia, con la sentenza n. 359/1985, aveva affermato che «in seguito al trasferimento di competenze operato dall'art. 19 dpr 616/1977 il potere di revoca delle licenze di p.s. spetta all'autorità amministrativa locale che ha tuttavia, l'obbligo di conformarsi ad un'eventuale e motivata richiesta del prefetto». Del resto, a mettere in discussione l'operato del prefetto è stato, recentemente, proprio sulla base di un'altra sentenza del Tar Calabria, anche il Consiglio di stato che, con sentenza n. 4899 del 4 agosto 2009, ha confermato l'annullamento della revoca della licenza disposta dal giudice di primo grado per violazione delle disposizioni in materia di partecipazione procedimentale, perché il prefetto non aveva reso noti i motivi che avrebbero dovuto indurre il comune a disporre la revoca della licenza. La conseguenza dell'atto vincolato per il sindaco, comportava che in caso di ricorso avverso il provvedimento di revoca, gli eventuali oneri sarebbero stati a carico del prefetto e non del comune. Oggi si presenta, quindi, alla luce della sopraccitata sentenza Tar Calabria, 329/2010, un quadro sostanzialmente innovato. In definitiva, «nel settore delle funzioni trasferite il legislatore ha previsto, da un lato, un potere autonomo del questore che può essere esercitato in presenza dei presupposti oggettivi e secondo le modalità procedimentali previste dall'art. 100 del Tulps; dall'altro, un potere del prefetto che può essere esercitato in presenza di presupposti oggettivi più ampi e che si presenta connesso con l'esercizio delle funzioni dell'ente locale a cui la legge assegna la competenza ad emanare la determinazione finale».

L'articolo di Marilisa Bombi pubblicato da Italia Oggi è inserito nella Rassegna Stampa presente nell'area Ufficio Stampa.