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Deliberazione 21-2015 richiesta di parere comune di Austis PDF Stampa

La Corte dei Conti Sezione Controllo della Sardegna con la deliberazione n. 21-2015 ha ritenuto inammissibile la richiesta di parere presentata dal sindaco del comune di Austis in materia di smaltimento di rifiuti, ma ha ritenuto opportuno fare alcune considerazioni di carattere generale, osservando che la materia stessa è assistita da particolare tutela in attuazione di principi costituzionali ( art. 2,3,9,32,41,42,44,117 commi1 e 3 Cost.) e deve svolgersi nel rispetto degli obblighi internazionali e del diritto comunitario, tutti espressamente richiamati dal citato D. Lgs. 152/2006 ( art. 3 bis, principi sulla produzione del diritto ambientale).

Le finalità e gli obiettivi del sistema in esame presuppongono diversi livelli di competenze, rispettivamente intestate allo Stato , alle Regioni e agli Enti locali ( cit. D.Lgs. 152/2006, art. 195 e seguenti). Più specificamente è la Regione che deve predisporre il piano regionale di gestione dei rifiuti nei termini e secondo le procedure di legge, sentiti i comuni e le province, dovendolo obbligatoriamente coordinare con gli altri strumenti di pianificazione regionale ( cit. D.Lgs. 152/2006, art. 199). E’ altresì contemplato che detto piano sia oggetto di periodico aggiornamento alla luce di eventuali esigenze sopravvenute.

In conseguenza le competenze dei comuni, esattamente disciplinate dall’art. 198 del più volte citato decreto legislativo, possono essere assunte solo in stretta coerenza con i piani regionali in quanto partecipano di un sistema che l’ordinamento vuole unitario, coordinato e sinergico. Le questioni sollevate dal comune di Austis dovranno trovare definizione esclusivamente nell’ambito della disciplina stabilita dalla legge avuto riguardo ai provvedimenti di competenza regionale e, nell’ambito di tale contesto, agli spazi consentiti agli enti locali.

Anche l’ultima questione sollevata dal comune attiene a sospettati dubbi di responsabilità in capo alla Regione e come tale non è oggettivamente ammissibile nella presente sede dell’attività consultiva, in quanto interferente con le funzioni giurisdizionali.


Deliberazione n. 21-2015