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Deliberazione 18-2015 richiesta di parere Comune di Palau PDF Stampa

La Corte dei Conti Sezione Controllo della Sardegna con la deliberazione n. 18-2015 si è pronunciata sulla richiesta di parere presentata dal sindaco del Comune di Palau in merito "alla legittimità dell’esistenza della figura del Direttore generale nelle Unioni di Comuni della Regione Autonoma della Sardegna, con conferimento delle relative funzioni al Segretario dell’Unione e corresponsione di apposita indennità, alla luce del recente disposto di cui all’art. 32, comma 5 ter del TUEL".

Nella deliberazione n. 18/2015/PAR del 12 febbraio 2015 si legge:

"Questa Sezione si è recentemente occupata in termini astratti e generali di un altro quesito che si incentrava sull’applicabilità della normativa introdotta dal comma 5 ter dell’art. 32 del D.Lgs. n. 267/2000, inserito dall’art. 1, comma 105 della L. 56/2014, ai segretari delle Unioni della Regione Autonoma della Sardegna (Deliberazione n. 55/2014/PAR), affermando principi che devono costituire un punto di riferimento per le soluzioni che il Comune di Palau vorrà in concreto adottare, nella sua piena e esclusiva discrezionalità e responsabilità. In tale sede, la Sezione ha sottolineato la vigenza nella Regione Sardegna di specifiche disposizioni in materia di Unioni di comuni introdotte dal legislatore regionale con la L.R. n. 12 del 2005, in particolare dell’art. 3, comma 5bis, della citata normativa regionale, che dispone espressamente (con norma introdotta con L.R. 4 agosto 2011 n. 18) che 'le Unioni di comuni non costituiscono sedi segretarili' e che ha determinato - di fatto - l’impossibilità di nominare un segretario dell’Unione in ragione dell’inesistenza di una sede segretarile da coprire. La Sezione ha ribadito la conseguente necessità, per le Unioni della Sardegna, di provvedere ad adeguare i propri Statuti e atti regolamentari e, coerentemente, la propria organizzazione, alle nuove disposizioni normative regionali (come già affermato con Deliberazioni Sez. Controllo Sardegna n. 7/2013/PAR e 8/2013/PAR). In detta sede la Sezione ha, inoltre, affermato che, considerato che la norma recentemente introdotta dal legislatore nazionale ha previsto per tutte le Unioni analoga preclusione ad assumere un segretario specificatamente e unicamente per l’Unione, non è necessario alcun adeguamento dell’ordinamento interno della Regione ai principi dettati dal comma 5 ter dell’art. 32 del D.Lgs. n. 267/2000, ai fini della piena applicabilità nella Regione Sardegna del divieto di erogazione di ulteriori indennità al Segretario di cui l’Unione si avvale e dell’interdizione al determinarsi di nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Tali aggravi di spesa a carico della finanza pubblica nella Regione Autonoma della Sardegna risulterebbero, infatti, del tutto incongrui oltre che contrari ai principi di coordinamento della finanza pubblica".

 

Deliberazione n. 18/2015