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Finanziaria regionale, forte presa di posizione di Cal, Anci, Asel e Aiccre PDF Stampa
Giovedì 19 Febbraio 2015 18:39

Presa di posizione forte del Consiglio delle autonomie locali, Anci Sardegna,Asel e Aiccre sollevano il tiro sulla Finanziaria 2015 e sul programma di sviluppo regionale. I motivi sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa convocata giovedì al Consiglio regionale, il giorno dopo il Consiglio congiunto, proprio per discutere della Finanziaria regionale.

 

Dopo avere chiesto aggiustamenti sul ripristino integrale del fondo unico, sul patto verticale incentivato (per il quale sarebbe stato strappato un impegno dell'assessore), sull'integrazione del fondo per le poverta', sul fondo per gli investimenti e sui lavori pubblici, gli enti locali sostengono che l'ultima interlocuzione con il Consiglio e la Giunta per portare miglioramenti alla Manovra non ha ancora prodotto risultati, e sollecitano una Conferenza specifica. In particolare i Comuni e le Province chiedono di potere essere protagonisti, assieme alla Regione, nella programmazione territoriale e quindi di trovare, in una prossima convocazione della conferenza Regione-Enti locali, ''per un confronto su un livello di parita' istituzionale''. Non manca neppure il rilancio della vertenza entrate e una forte critica all'articolo 28 della legge di bilancio: ''che ha nomi e cognomi''. ''Nessuno di noi ha in mente il vecchio modello di concertazione ma intravvediamo una qualche permalosita' da parte di qualcuno della Giunta - ha detto Pier Sandro Scano, presidente di Anci Sardegna - se avessimo voluto avremmo fatto ricorso al Tar sull'assestamento 2014 che non e' passato al vaglio del Cal e quel documento sarebbe stato annullato, invece, chiediamo la convocazione della conferenza Regione-Enti locali e non per essere chiamati solo per distribuire qualche risorsa ai comuni. Non siamo contro la Giunta ne' con uno o l'altro degli schieramenti''. Inoltre secondo Scano ''la programmazione territoriale deve trovare spazio nel mutuo perche' i comuni hanno gia' capito che non si deve ragionare per campanile e chi ha pasticciato nella programmazione territoriale e' stata invece la Regione. Ecco perche' ora vogliamo avere il progetto che viene deciso dal territorio''. ''L'unica novita' e' l'allentamento del patto di stabilita', ma solo per la Regione e non per i Comuni - ha spiegato Giuseppe Casti, presidente Cal - bisogna cogliere l'occasione dell'alleggerimento nazionale. La Regione ci metta in grado di spendere le risorse che negli anni non sono state spese a causa dei vincoli del patto''. Anche sugli investimenti Casti sollecita infrastrutture per il rilancio dell'economia attraverso un ragionamento unitario''. Secondo il presidente dell'Aiccre, Tore Sanna, ''i Sindaci non sono fratellini scemotti e un po' discoli, ma sono i rappresentanti degli interessi generali della loro comunita' e non possono limitarsi a fare i ragionieri nei Comuni e mi meraviglio che i consiglieri regionali che sono anche Sindaci non lo capiscano. Inoltre il concetto delle zone interne e' limitativo, meglio parlare di zone svantaggiate''. Infine Rodolfo Cancedda, presidente Asel, ha spiegato che ''non c'e' alcuna contrapposizione, ma vogliamo volare alto per parlare dello sviluppo della Sardegna''. 

Ultimo aggiornamento Giovedì 19 Febbraio 2015 18:49