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Deliberazione 30-2015 richiesta di parere comune Cabras PDF Stampa

Con deliberazione n. 30 del 13 aprile 2015 la Corte dei Conti Sezione controllo della Sardegna si è pronunciata sulla richiesta di parere presentata dal sindaco del comune di Cabras in merito al corrispettivo delle aree cedute in proprietà dal Comune.

Il quesito proposto dal Comune di CABRAS concerne l’applicazione da darsi all’art. 31 comma 48 legge n. 448/1998 per effetto della sua modificazione apportata dall’art. 1 comma 392 legge n. 147/2013 (legge di stabilità 2014).

Ad avviso del Comune l’applicazione della normativa sopraggiunta, relativa all’ulteriore abbattimento di prezzo consentito, si presta a differenti interpretazioni che potrebbero condurre a diversi risultati di conteggio finale, con esiti più o meno penalizzanti, rispettivamente, per il Comune o per gli interessati.

Con ordinanza del Presidente della Corte dei conti n. 20 del 19 dicembre 2014, valutata la sussistenza dei presupposti per il deferimento, la questione è stata rimessa alla Sezione delle autonomie.

La Sezione delle autonomie ha definito la questione di massima con la deliberazione n. 10/SEZAUT/2015/QMIG.

Conclusivamente, sulla questione di massima all’esame, la Sezione delle autonomie della Corte dei conti ha pronunciato il seguente principio di diritto: “La disposizione di cui all’art. 31, comma 48, legge n. 448/1998, come novellata dall’art. 1, comma 392, legge n. 147/2013 deve essere intesa nel senso che, al fine della determinazione del corrispettivo per la trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà, è data all’Ente la facoltà di abbattere sino al 50 per cento la quota percentuale da applicarsi al valore venale del bene e, dunque correlativamente di elevare la già prevista riduzione del 40 per cento sino al 50 per cento.

Il citato comma 392 non immuta, per il resto, l’originaria formulazione del comma 48 e, pertanto, il corrispettivo in parola dovrà, altresì, essere determinato al netto degli oneri di concessione del diritto di superficie, rivalutati sulla base della variazione, accertata dall’ISTAT, dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati verificatesi tra il mese in cui sono stati versati i suddetti oneri e quello di stipula dell’atto di cessione delle aree e non può essere superiore al costo stabilito dal comune per le aree cedute direttamente in proprietà al momento della trasformazione di cui all’art. 31, comma 47, della legge n. 448/1998”.


Testo della deliberazione n. 30-2015