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Prime prove di merito per quattrocento città PDF Stampa
Venerdì 06 Agosto 2010 09:29

I comuni sono stati i più pronti a cogliere il valore anche d'immagine della riforma del pubblico impiego. Ottenute nel decreto attuativo deroghe importanti a un modello pensato soprattutto per i ministeri, e senza risparmiare critiche ad alcuni snodi del modello Brunetta (si veda l'articolo in alto), hanno però subito avviato i lavori per arrivare a un sistema condiviso di misurazione della produttività, anche con lo scopo dichiarato di mettere a confronto i municipi fra loro. A capo del cantiere c'è l'Anci, che dopo aver firmato con la Funzione pubblica il primo protocollo «per la valorizzazione della produttività del lavoro pubblico locale » ha avviato la sperimentazione sugli indicatori. La sperimentazione abbraccia oggi 400 comuni (dove abita però la maggior parte della popolazione perché nel gruppone sono presenti tutti i capoluoghi di provincia), ma una volta a regime il modello mira a non escludere nemmeno l'ente più piccolo. Il cuore del sistema sono gli indicatori pensati per misurare i risultati di ogni ambito dell'attività comunale,da quelli identificati come «prioritari » (servizi sociali, traffico e trasporti, servizi educativi, ambiente) a tutti gli altri uffici, dall'urbanistica alle risorse umane fino all'arredo urbano e alla comunicazione. A ogni ramo di attività, il modello offre una lunga serie di indicatori economico-finanziari e di efficacia, che mirano a misurare tutte le pieghe del settore. Nell'ambito «ambiente e pulizia », ad esempio, il modello prevede di fare i conti sul costo medio per ogni tonnellata di ri-fiuti, la spesa per residente, il costo degli automezzi e la quo-ta coperta dalla tassa ( o dalla ta-riffa), mentre l'efficacia è misurata da parametri come la percentuale di raccolta differenziata o la frequenza media di raccolta. L'ambiente, però, non significa solo gestione dei rifiuti, per cui nelle tabelle trovano spazio anche i dati sui consumi di acqua, e sulla frequenza di superamento dei limiti delle Pm10. Lo scopo finale è una pagella degli uffici, che dovrebbe guidare la distribuzione dei premi. Impresa non semplice, anche perché le differenze enormi nelle dimensioni e nei modelli organizzativi impongono un grosso sforzo di fantasia e flessibilità.

L'articolo pubblicato da Il Sole 24Ore è inserito nella Rassegna Stampa presente nell'area Ufficio Stampa.