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Corte dei Conti Sardegna deliberazione 5-2016 PDF Stampa

Limiti in materia di incarichi per consulenza, studio, ricerca – Principio di compensazione. Compatibilità della normativa regionale con quella statale di contenimento.


La Corte dei Conti sezione regionale di controllo per la Sardegna con la deliberazione n. 5/2016/PAR del 29 gennaio 2016 ha risposto al comune di Iglesias che chiedeva un parere relativo alla “interpretazione dell’art. 6, comma 7, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con la legge 30 luglio 2010, n. 122, in merito alle spese di consulenza e studi in un ente che negli anni 2009, 2010 e 2011 non ha posto in essere alcuna spesa”.

La Sezione, con dopo aver illustrato il contenuto della disposizione sopra richiamata (le cui percentuali sono state più volte oggetto di revisione da parte del Legislatore), richiama i principi fissati in materia dalla Sezione delle Autonomie con deliberazione n. 26/SEZAUT/2013/QMIG del 30 dicembre 2013, in cui è stata estesa la discrezionalità, per gli enti locali, di operare compensazioni, nel rispetto del tetto complessivo di spesa risultante dall’applicazione dei singoli coefficienti di riduzione per consumi intermedi, previsti da norme dettate in materia di coordinamento della finanza pubblica.

In particolare, la Sezione delle Autonomie ha considerato legittimo che lo stanziamento in bilancio, riferito alle diverse tipologie di spese soggette a limitazione, avvenga in base alle necessità istituzionali dell’ente, ritenendo che il Comune possa operare compensazioni tra gli importi calcolati nel rispetto dei vincoli di legge, anche al di là delle voci previste dall’art. 6 del d.l. 78/2010.

 

Con riguardo al quesito posto dal Comune di Iglesias, la Sezione di controllo ritiene, quindi, che la asserita totale assenza di spese per consulenze nel triennio 2009-2011 non determini un divieto assoluto di effettuare spese di detta specifica tipologia. Sarà rimessa all’Ente la scelta se avvalersi di consulenti esterni (qualora siano rispettate tutte le altre condizioni stabilite dalla legge) e, di conseguenza, operare una riduzione della spesa complessiva sostenuta nel medesimo esercizio per le varie tipologie di spese soggette a limitazione, in modo tale da garantire il globale raggiungimento degli obiettivi complessivi di contenimento.

Per quanto concerne la possibilità di applicare alla spesa in esame la deroga stabilità dall’art. 2, comma 6, della legge regionale n. 10 del 18 marzo 2011 e successive modifiche, si richiama quanto già affermato da questa Sezione nella deliberazione n. 69/2014/PAR. E’ consentito, quindi, escludere dall’ambito applicativo dell’art. 6, comma 7, del D.L. n. 78/2010 le somme trasferite dalla Regione autonoma della Sardegna, ivi comprese quelle del fondo unico previsto dall’articolo 10 della legge regionale 29 maggio 2007, n.2. Occorre, peraltro, ribadire che i limiti di spesa di cui al decreto legge n. 78/2010 sono stati ricondotti dalla Corte Costituzionale ai principi di coordinamento della finanza pubblica, come tali cogenti anche per le Regioni a statuto speciale nonché per le amministrazioni locali di tali Regioni.

Si deve, altresì, osservare che non rientra nella deroga disposta con legge regionale il nuovo limite di cui all’art. 14, comma 1, del decreto legge n. 66 del 2014, che si aggiunge al precedente.

Si evidenzia, infine, che il comma 4-ter dell’art. 14 stabilisce che “… ai comuni, è comunque concessa, in coerenza e secondo le modalità previste al comma 10 dell’art. 8 e ai commi 5 e 12 dell’art. 47, la facoltà di rimodulare o adottare misure alternative di contenimento della spesa corrente, al fine di conseguire risparmi comunque non inferiori a quelli derivanti dall’applicazione dei commi 1 e 2 del presente articolo”.

 

Testo integrale della Deliberazione

Ultimo aggiornamento Mercoledì 03 Febbraio 2016 11:10