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Corte dei Conti Sardegna deliberazione 54-2016 PDF Stampa

La Corte dei Conti Sezione Controllo per la Sardegna con la deliberazione n. 54 del 16 maggio 2016 si pronuncia sulla richiesta di parere inoltrata dal Comune di Sardara.

 

La Corte rispondendo al primo quesito con il quale si chiedeva

  1. 1. se è consentito l’utilizzo dei risparmi derivanti da cessazioni di personale non sostituito verificatesi nel triennio 2011-2013 (residui ancora disponibili) per nuove assunzioni a tempo indeterminato; in particolare attingendo da graduatorie di concorsi pubblici approvati da altri enti locali ovvero avviando autonome procedure concorsuali.

precisa che per l'anno 2016 (resti inutilizzati a valere sui singoli budget annuali del triennio 2013-2015, per cessazioni intervenute nel triennio 2012-2014) potranno essere liberamente utilizzati solamente i resti assunzionali calcolati sulle cessazioni degli esercizi 2012 e 2013, dal momento che i resti non utilizzati sulle cessazioni dell’esercizio 2014 (budget 2015) sono vincolati per legge per le assunzioni del personale degli enti di area vasta.

Quanto infine alle modalità con le quali potersi procedere all’assunzione del personale, per i budget non soggetti al regime vincolistico di cui alla legge n.190/2014, l’assunzione potrà certamente avvenire nel rispetto delle regole generali e cioè sia attingendo da graduatorie di concorsi pubblici approvati da altri enti locali sia avviando autonome procedure concorsuali, ma sempre nel rispetto della normativa vigente

 

In riferimento al secondo quesito:

  1. 2. se permane la possibilità di indire bandi di procedure di mobilità volontaria riservate esclusivamente al personale di ruolo degli enti di area vasta per l’utilizzo delle facoltà assunzionali del 2015-2016, fino a che non è concluso il processo di ricollocamento del personale delle Province, peraltro non ancora avviato nella Regione Sardegna;

la Corte precisa che anche in ambito regionale, per gli anni 2015 e 2016, operano i vincoli posti dal legislatore nazionale per le procedure di mobilità, con riserva dei budget assunzionali per il solo personale sovrannumerario degli enti di area vasta, senza che sia al momento possibile attivare procedure di mobilità volontaria riservate esclusivamente al personale di ruolo di area vasta. Accogliendo diversa soluzione si finirebbe o per consentire una mobilità per dipendenti di area vasta esclusivamente riservata ai dipendenti su base regionale, ovvero un’illegittima apertura alla mobilità per dipendenti degli enti di area vasta su base nazionale pur in presenza di espressi divieti di legge che impongono di attingere dagli appositi elenchi per l’assunzione del personale sovrannumerario.

Alla luce di tale previsione la Regione Sardegna ha l’onere o di richiedere al Dipartimento della Funzione Pubblica di aderire alle procedure di cui al medesimo decreto, ovvero di procedere in via autonoma a regolamentare le procedure per l’assunzione del personale sovrannumerario degli enti di area vasta in un contesto in cui ha già determinato la volontà di adeguarsi alla disciplina già vigente in ambito nazionale.

 

In riferimento al terzo quesito:

  1. 3. se, al fine del computo del periodo di durata delle nuove assunzioni a tempo determinato, ai sensi del nuovo art.34 comma 6, del D.Lgs.165/2001, occorre tener conto anche delle eventuali proroghe del contratto; nel caso, se la verifica dell’impossibilità di ricollocare il personale in disponibilità iscritto nell’apposito elenco deve ritenersi preclusiva anche laddove tale elenco non sia stato formato ovvero se la condizione possa comunque intendersi come verificata. 

Ai fini di cui all’art. 34, comma 6, del D.Lgs.165/2001, non è consentito alle amministrazioni pubbliche utilizzare artificiose proroghe contrattuali o fittizie frammentazioni del periodo di lavoro del personale a tempo determinato con lo scopo di ricondurre la prestazione lavorativa in spezzoni temporali che, singolarmente considerati, risultino inferiori ai dodici mesi, ma che sommati superano invece detto periodo, con evidente elusione del dettato normativo che imporrebbe il ricorso alla procedura di reclutamento del personale dagli appositi elenchi del personale in esubero.


Testo della deliberazione 54-2016