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A Modolo trenta rappresentanti di altrettanti Comuni siglano un accordo per fare fronte comune PDF Stampa
Giovedì 09 Giugno 2016 10:03

L’Unione Sarda 09 giugno 2016

Il patto per lo sviluppo dei sindaci «Ci uniamo per difenderci dalla crisi»

Modolo non sarà Pontida: comunque i rappresentanti delle Comunità hanno giurato; anzi, firmato. Un accordo, un patto di amicizia e collaborazione, contro la barbara invasione di disoccupazione, spopolamento, mancanza di speranza e di prospettive, che occupa e annulla il desiderio di serenità delle loro genti.
Ieri, nel Municipio del più piccolo ma non ultimo paese sardo, c'erano gli amministratori di 30 Comuni sardi, attorno al tavolo di Omar Hassan, giovane sindaco di Modolo. Di idee e progetti nuovi; di una democrazia dal basso, che legga e interpreti le aspirazioni delle comunità locali, troppo spesso costrette a subire scelte assunte lontano, nei palazzi di un potere che sta troppo in alto per sentire i lamenti dei disoccupati. E dei sindaci costretti ad amministrare solo la povertà.

 


 

C'erano i delegati di Nuoro, Thiesi, Baradili, Buggerru, Oniferi, Sant'Andrea Frius, Bortigiadas, Oschiri, San Basilio, Tergu, Carbonia, Oristano e Piscinas. C'erano anche, oltre a Modolo, Bosa, Tresnuraghes, Scano Montiferro, Magomadas, Sennariolo, Montresta e le Associazini AEGEE di Cagliari e Focus Europe. Si è discusso di progettazione europea, di fondi comunitari, di idee che possano trovare accoglienza e riscontro nelle linee d'intervento dell'Unione Europea, che troppo spesso l'Italia in generale e la Sardegna in particolare, dimenticano, tralasciano, non perseguono.

 

«Il patto che abbiamo sottoscritto è uno straordinario strumento che, da un lato, segna e identifica l'amicizia e la condivisione fra i nostri Comuni - commenta Omar Hassan - dall'altro, definisce la nostra volontà di collaborare sulla progettazione europea». «Abbiamo registrato la presenza e l'adesione di una trentina di Comuni sardi di varie dimensioni - continua il vulcanico sindaco di Modolo - L'accordo raggiunto, patrocinato dal CAL Sardegna con il supporto tecnico dell'associazione Focus Europe, mette insieme le forze vive di vari territori in un percorso legato alle opportunità offerte dall'Unione Europea all'interno dei suoi diversi programmi di investimento».

Nel patto siglato ieri a Modolo gli amministratori dei trenta Comuni aderenti vedono «un'opportunità unica per gli enti locali di piccole e medie dimensioni di lavorare in modo sinergico nella presentazione di proposte progettuali». Diversi i settori in cui questa comunità unita nella progettazione potrà trovare stimoli e motivazioni: si parla di progetti in tema di salvaguardia ambientale, di sostegno alla mobilità giovanile, di accesso degli imprenditori a un mercato internazionale, della formazione degli studenti oltre i confini regionali e nazionali. «Pensiamo anche a progetti attinenti alla cultura identitaria - spiega Hassan - e alla partecipazione dei cittadini alla crescita delle istituzioni europee».

Insomma: contro l'imposizione di scelte attuate lontano dalle popolazioni che poi sono costrette a subirle, i sindaci decidono di valutare insieme bisogni e priorità e insieme studiare soluzioni, accedendo direttamente ai fondi dell'Unione Europea che consentano di trasformare in realtà progetti validi e intelligenti. Perché anche le comunità locali devono avere una voce che l'Europa può ascoltare, come avviene in altre Nazioni che, in materia di fondi comunitari, riescono a ottenere molto di più di quanto l'Italia riesca ad avere».

 

Antonio Naitana

L’Unione Sarda 09 giugno 2016

Ultimo aggiornamento Giovedì 09 Giugno 2016 10:11