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Patto di stabilità: Tremonti-sindaci il 5 maggio PDF Stampa
Venerdì 06 Agosto 2010 09:36

ROMA - Una delegazione di sindaci incontrerà Giulio Tremonti il 5maggio dopo molto mesi di interruzione dei rapporti istituzionali. Il telegramma del ministro dell'economia è arrivato nel corso dei lavori del consiglio nazionale dell'Anci dedicato proprio al contenzioso in corso con il governo. «È bene – ha commentato il presidente Sergio Chiamparino – che questa convocazione sia arrivata in diretta ma non è ancora il momento di abbassare il livello della mobilitazione. Dobbiamo vedere come andrà questo primo confronto e nel caso dovesse andare male noi abbiamo già convocato per il 7 maggio il nostro direttivo a Taormina e in quella sede alzeremo il tiro della mobilitazione». I due fronti su cui l'Anci continua a chiedere fatti al governo sono il federalismo fiscale e l'allentamento dei vincoli del patto di stabilità. Sul federalismo una prima apertura è arrivata da Roberto Calderoli con la service tax, tributo unico sugli immobili di competenza comunale. «È una proposta nostra quindi è difficile non essere d'accordo con se stessi – ha commentato ieri Chiamparino – ma non abbiamo visto ancora nessuna carta». Il confronto del 5 maggio sarà però soprattutto sul patto di stabilità. I sindaci chiedono una riforma complessiva dei vincoli, soprattutto per la spesa di investimenti, e una consistente boccata d'ossigeno già nel 2010.«Nel 2009 – ha detto Chiamparino – abbiamo liberato dai vincoli una quota di investimenti pari a 1,4 miliardi, la stessa cosa chiediamo che si faccia quest'anno». Chia-mparino lo ha detto a una successiva conferenza sta-mpa con il presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti, dove sindaci e costruttori hanno siglato un patto proprio per scardinare i vincoli più rigidi del patto di stabilità. A Tremonti il presidente dell'Anci chiederà anche il ripristino almeno parziale di risorse per 650 miliardi tagliate dal governo (350 milioni dai mancati rimborsi Ici e 300 dal fondo di solidarietà). Dal canto loro i costruttori denunciano soprattutto gli effetti iniqui del patto. «Far fallire le imprese per non far fallire lo stato è discutibile sul piano etico », ha detto il presidente dell'Ance,Paolo Buzzetti, con riferimento al crescente ritardo con cui le pubbliche ammi-nistrazioni, soprattutto locali, pagano i contratti eseguiti dalle imprese. Il 46% delle imprese edili accusa ritardi fino a 6 mesi, il 37% da 7 a 12 mesi, l'11% oltre 18 mesi. «Se stiamo fermi – ha aggiunto Buzzetti – avremo conti perfetti, ma l'economia non andrà da nessuna parte». Le opere immediatamente cantierabili dai Comuni sono circa 900 per 4,5 miliardi, mentre il piano finanziato dal Cipe nel 2009 di 3 miliardi per le opere più piccole «è fermo». L'alleanza sindaci-costruttori è stata sancita dalla firma di un protocollo che prevede la nascita di un Osservatorio comune e l'avvio di una collaborazione per convogliare risorse private in settori pubblici (come le scuole) mediante interventi in project financing e l'affidamento alle imprese di servizi collegati.

L'articolo di G.Sa pubblicato da Il Sole 24Ore è inserito nella Rassegna Stampa presente nell'area Ufficio Stampa.