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Comunicato del Presidente del CAL Andrea Soddu sulla rete ospedaliera della Sardegna PDF Stampa

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CONSIGLIO DELLE AUTONOMIE LOCALI DELLA SARDEGNA

 

Ufficio di Presidenza

 

 

 

 

In riferimento a quanto apparso nei principali organi di stampa in questi giorni, a proposito della riforma sanitaria e del riordino della rete ospedaliera, il Presidente del CAL e sindaco di Nuoro, Andrea Soddu, rispedisce al mittente le accuse di campanilismi e particolarismi fatte da esponenti della politica regionale nei riguardi dei sindaci della Sardegna.

 

“La politica regionale fa quadrato intorno alla sua autoreferenzialità. In questi giorni leggiamo dichiarazioni stizzite da parte di esponenti politici regionali e nazionali che conducono analisi politiche dense di arroganza e paternalismo, con l’assurda convinzione di essere gli unici in grado di risolvere i problemi e trovare le soluzioni. Un aspetto, quest’ultimo, che va a cozzare con una realtà che è diametralmente opposta, che vede una riforma sanitaria poco gradita alle comunità e che si trova ancora in alto mare, una viabilità da terzo mondo, un sistema dei trasporti interni ed esterni votato a presunti sistemi di continuità territoriale, che questa classe politica autopromuove nel bel mezzo dei disagi quotidiani, di carattere logistico ma anche economico, patiti dai sardi e da chi visita la nostra isola.

 

Ci dicono che le istanze dei sindaci, siano la sintesi di particolarismi e difese dei campanili. Una visione che oltre ad essere offensiva nei confronti del lavoro collegiale svolto in questi mesi, evidenzia la miopia di una classe politica che non riesce a guardare oltre il proprio cameratismo da sezione di partito, lontana dalla gente e dai suoi bisogni. Il CAL ha espresso parere negativo al progetto di riordino della rete ospedaliera, è vero, ma lo ha fatto con spirito costruttivo tenendo aperta la porta della collaborazione e della cooperazione. Ed ha condiviso le argomentazioni ed il lavoro con ANCI. E’ possibile che tutti questi sindaci, di piccoli paesi, di città medie e di città metropolitane, democraticamente eletti dal popolo che rappresentano, siano tutti ignavi?

Nessuno dei sindaci ha difeso il particolare, ma ha elaborato un documento con le istanze che arrivano dai territori che ai sindaci ed amministratori comunali chiedono quotidianamente assistenza e servizi adeguati, almeno quelli primari, che attengono oltre che al diritto alla salute anche alla sfera della dignità della persona.

 

Le ultime assemblee, quelle che hanno interessato la riforma sanitaria, sono state le più partecipate nonostante la scelta di svolgerle in sedi particolarmente decentrate. Altro che campanilismo, in questi mesi si è registrata una unità di intenti senza precedenti che ha prodotto un parere che puntava a migliorare la proposta di riordino della rete ospedaliera che noi per primi consideriamo necessaria. Un documento che nella sostanza è stato interamente cestinato. Ma noi Sindaci continueremo comunque a rappresentare con orgoglio le istanze della nostre comunità, lontani da giochi di potere e carrierismi partitici e sempre in un ottica di sistema Sardegna.

 

Penseremo a fare i sindaci, come ci ha consigliato qualche onorevole. Continueremo a farlo nel segno dell’ascolto, della cooperazione e dello spirito costruttivo, con la speranza di vedere presto una Regione capace di ascoltare le istanze che arrivano da tutta la Sardegna, seguendo l’esempio di altre regioni dove il parere degli enti locali, proprio nella materia sanitaria, non è solo un esercizio di stile ma un importante contributo per il miglioramento della qualità della vita dei cittadini.”