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Intervento del presidente Andrea Soddu alla riunione congiunta con la I e la III Commissione Regionale PDF Stampa

 

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Consiglio delle Autonomie Locali della Sardegna

 

Ufficio di Presidenza

 

 

 

Mercoledì 11 luglio nella sede del Consiglio Regionale di via Roma a Cagliari, si sono riunite in seduta congiunta le commissioni regionali I e III insieme ai rappresentanti di ANCI Sardegna e del Consiglio delle Autonomie Locali. Oggetto dell'incontro l’assetto dei rapporti economici e finanziari tra lo Stato e la Regione in materia di finanza locale e il ruolo della regione sarda in merito al perseguimento degli obiettivi nazionali di finanza pubblica.

 

In rappresentanza del Consiglio delle Autonomie Locali è intervenuto il presidente Andrea Soddu, questo il suo intervento:

 

“Il tema in oggetto della riunione odierna non può che vedere il sistema delle autonomie locali al centro del dibattitto e dell’attenzione. Tutti i cittadini della regione sono residenti in un comune che eroga loro servizi primari, percepibili immediatamente e direttamente dai nostri amministrati.

 

L’asfissia di risorse, finanziarie ma anche di personale, a cui sono stati costretti i comuni e gli enti territoriali nell’ultimo decennio, ha limitato notevolmente la prestazione dei servizi di prossimità, soprattutto nei confronti delle classi più deboli delle nostre comunità, indebolendo le fonti della democrazia partecipativa e la cultura del dovere civico.

 

A questo proposito l'esempio lampante è nella disaffezione dei cittadini riscontrata nelle ultime consultazioni amministrative nella nostra regione: accanto al dato generale dell'affluenza, abbiamo visto come in diversi comuni non sono state presentate liste ed in altri si è presentata una sola lista e in quest’ultimo caso ci sono state non poche difficoltà a raggiungere il quorum. C'è un grande patrimonio di fiducia che è andato perso e che va recuperato.

 

Alcuni indirizzi politici regionali secondo cui il fondo unico degli enti locali deve diminuire e non aumentare, vanno invertiti. Nelle ultime leggi finanziarie regionali, ci sono stati interventi atti a dimimuire o erodere le risorse del Fondo Unico, e solo a seguito delle resistenze delle associazioni degli enti locali, questi tentativi di limitare le risorse spettanti ai comuni sono stati arginati in fase di approvazione in consiglio regionale.

 

Bisogna ricordare che ogni consigliere regionale risiede in un comune e molti consiglieri regionali sono o sono stati amministratori locali. Va modificata anche l’attitudine consiliare a disperdere in mille rivoli improduttivi che favoriscono il divario fra centro e periferia, fra comunità ricche e comunità più povere, fra territori urbani e territori extraurbani.

 

Per correggere tutto questo bisogna ripartire dai temi aperti dal Consiglio delle Autonomie Locali e dall’Anci, proposte che devono presto trasformarsi in atti concreti per il bene delle comunità e della tenuta democratica del paese. Abbiamo bisogno che la regione si faccia sentire attraverso due azioni fondamentali e immediate.

 

La nostra prima richiesta è l'immediato rifinanziamento della legge regionale n. 6 del 2001 per la sofferenza finanziaria dei comuni indebitati, secondo i criteri dell’ordine del giorno approvato congiuntamente da Anci e CAL nella seduta tenutasi a Ghilarza il 25 giugno scorso.

Questo consentirebbe ai comuni di affrontare, attraverso regole generali e non con interventi specifici, le decennali questioni dell’indebitamento causato dalle sentenze di espropri per interventi di pubblico interesse.

 

Come seconda azione chiediamo che venga finalmente aperto il tavolo tecnico per la rivisitazione del fondo unico regionale secondo i principi che lo hanno ispirato all’atto della sua istituzione : uno strumento di attenuazione degli effetti nefasti delle politiche dei tagli ma attualmente insufficiente a consentire spazi minimi di amministrazione. Questi principi si fondano sul superamento dell’impostazione prescrittiva del sostegno finanziario agli enti locali per assicurare la gestione delle stesse in piena autonomia e senza vincoli di destinazione in ossequio alla pariordinazione degli enti e di leale collaborazione tra di essi. L'apertura del tavolo tecnico era stata annunciata dal Presidente Pigliaru nella seduta congiunta fra consiglio regionale e CAL del 5 dicembre 2017, istituito il 30 dicembre 2017 ad oggi non si è mai insediato sebbene diverse volte sollecitato. Il tavolo tecnico, a cui partecipano rappresentanti politici ed esperti dei settori finanziari incaricati da Regione, ANCI e CAL ha tra i suoi obiettivi quello di quantificare le risorse, attuali e pregresse, spettanti ai Comuni nell'ambito del Fondo Unico, una vera questione di sopravvivenza per le nostre comunità. Non possiamo attendere oltre”