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Fondi locali aiuti di Stato evitati in quattro mosse PDF Stampa
Venerdì 06 Agosto 2010 09:44

Gli enti locali attivi sul fronte dell'housing sociale – nella cornice dettata dal Dl 112/2008 – devono tenere conto della normativa europea sugli aiuti di stato. Il riconoscimento di contributi a fondo perduto, gli sgravi fiscali e anche la cessione gratuita di aree edificabili sono aiuti potenzialmente distorsivi della libera concorrenza, e sono ammessi dalla disciplina comunitaria in determinati casi e solo se concessi per l'assolvimento di obblighi che graverebbero la pubblica amministrazione nell'erogazione di servizi di particolare interesse. La decisione della Commissione 2005/842/Ce ha indicato le condizioni che devono ricorrere affinché gli aiuti di stato sotto forma di «compensazioni degli obblighi di servizio pubblico» riconosciuti a imprese incaricate della gestione di «servizi d'interesse economico generale » siano compatibili con il mercato comune. Queste condizioni consistono:  - nell'atto d'incarico formale che conferisce a un'impresa la responsabilità dell'esecuzione del servizio di interesse economico e generale;  - nella definizione chiara e tra-sparente dei parametri su cui viene calcolata la compensazione;  - nella limitazione della compensazione a quanto necessario per coprire interamente o in parte i costi derivanti dall'adempimento degli obblighi di servizio pubblico, tenendo conto dei relativi introiti nonché di un margine di utile ragionevole;  - nella selezione attraverso gara dell'impresa da incaricare, ovvero nella verifica che il livello della compensazione derivi dall'effettiva analisi dei costi che dovrebbe sostenere un'impresa media, gestita in modo efficiente e dotata di adeguati mezzi di trasporto. Se ricorrono tutte queste condizioni, l'aiuto di stato può essere erogato ed è esentato dall'obbligo di notifica ai sensi degli articoli 87 e 88 del trattato istitutivo della Comunità europea. Social housing. Rispetto al social housing , il Dm 22 aprile 2008 riconosce che l'offerta di "alloggi sociali" (ossia le unità residenziali in locazione permanente, temporanea per almeno otto anni e anche in proprietà) concorre al soddisfacimento di un «servizio d'interesse economico generale» e dunque, ricorrendo tutte e quattro le condizioni sopra indicate, può godere degli aiuti stato senza la necessità di fare la notifica. Sistema dei fondi. Gli interventi per il social housing introdotti dall'articolo 11 del Dl 112/2008 si articolano su due piani. Al livello centrale, il fondo immobiliare nazionale sottoscrive le quote dei fondi locali (o di altri veicoli)e attende che l'investimento produca rendimenti pari a quelli generati da strumenti comparabili presenti sul mercato. Non si può dunque ritenere che la partecipazione del fondo centrale allo sviluppo dei progetti di housing sociale costituisca un aiuto di stato, proprio perché si tratta di un investimento remunerativo. La situazione muta al livello locale, dove l'azione degli enti territoriali può consistere nella concessione di sostegni finanziari o di altre utilità, quali la messa a disposizione di aree a titolo gratuito o a prezzo calmierato, cui non consegue l'ottenimento di un corrispettivo effettivamente remunerativo, ma è proprio volta ad assolvere quella necessità di " compensazione" dei costi del servizio pubblico che costituisce l'essenza dell'aiuto di stato. In quel caso, i progetti di housing sociale devono assolvere tutte e quattro le condizioni: altrimenti, l'aiuto deve essere notificato alla Commissione europea per richiederne l'autorizzazione all'erogazione.

L'articolo di Guido A. Inzaghi pubblicato da Il Sole 24Ore è inserito nella Rassegna Stampa presente nell'area Ufficio Stampa.