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Alle regioni il bivio fra tagli e ticket PDF Stampa
Venerdì 06 Agosto 2010 09:45

ROMA - «Niente superticket? Allora tagliate comunque la spesa sanitaria di 550 milioni. Decidete voi come fare e dove trovare le risorse, se ce la farete senza ticket, ben venga, ma spetta a voi». È più o meno questo il ragionamento che il governo ha fatto alle regioni dopo che è scoppiata la grana della più impopolare delle misure finite nel menu della manovra 2011-2012: la rinascita del maxi balzello sulle visite specialistiche. La palla, in sostanza, è stata gettata nella metà campo dei governatori, soprattutto di quelli con i conti in rosso che, data la situazione disgraziata dei bilanci, si trovano nell'impossibilità di utilizzare altre risorse se non quelle derivanti da un altra raffica di ticket, che peraltro con i piani di rientro hanno già in cantiere. E così il superticket – prima da 10 euro (834 milioni), poi da 7,50 (550 milioni) con tanto di salasso anche per gli esenti –è formalmente nel cassetto delle " misure impossibili". Restano però appunto quei 550 milioni da tagliare dal Fondo sanitario nazionale concordato col «patto per la salute» e ratificato dalla finanziaria 2010. La sanità deve fare la sua parte, insomma. Ma palazzo Chigi dice che non ci sarà «macelleria sociale» e così toglie la misura dal suo carnet. Se poi i governatori la scriveranno nel proprio, è un altro paio di maniche. Salvo che i tagli da qualche parte dovranno arrivare. Governo e regioni, è chiaro, qualche idea ce l'hanno. Se non si toglie ai poveri (o alla massa degli elettori), è la sostanza, si potrebbe fare un'operazione alla Robin Hood: togliamo ai ricchi. Assai meno impopolari (se non alle categoria interessate) potranno essere ad esempio alcuni tagli allo studio sulla farmaceutica. Ma ci sono anche i tagli agli stipendi della dirigenza ( per l'articolazione della misura servizio a pag. 7): che nel Ssn vanno trovati in massima parte alla voce "medici". Va da sé che ancora ieri il principale sindacato degli ospedalieri, l'Anaao, ha fatto la voce grossa. E che i farmacisti di Federfarma si sono fatti sentire temendo un assalto ai loro fatturati. I primi assaggi della protesta che monta delle categorie sanitarie non lasciano presagire un clima sereno. «Non ci saranno tagli lineari, ma miglioramenti dei processi di spesa», s'è limitato a dire il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, che sul tramonto o meno del superticket s'è chiamato fuori: «Bisogna chiederlo al ministro Tremonti». Intanto si conferma lo stop per un anno dei pignoramenti nelle regioni con i piani di rientro, la centralizzazione per gli acquisti di beni e servizi, misure sui farmaci (innovativi dall'ospedale alla farmacia, prezzi degli off patent, margini dei grossisti che scaricherebbero sulle farmacie, tetti di spesa invariati, gare Aifa per individuare i generici). Gran parte delle misure saranno in vigore per decreto dal 1? luglio. Altre arriveranno col superemendamento governativo che affronterà tutte le partite non risolte entro oggi in Consiglio dei ministri. Anche quelle sui Fas tolti alla regioni in super deficit, di cui non a caso i governatori si occuperanno giovedì in seduta riservata.

L'articolo di Roberto Turno pubblicato da Il Sole 24Ore è inserito nella Rassegna stampa presente nell'area Ufficio Stampa.