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Il Sud insegue l'Irap-zero PDF Stampa
Venerdì 06 Agosto 2010 09:49

Più  chance al taglio dell'imposta - Parte l'operazione «no burocrazia»

Meno Irap e meno burocrazia. Sono le due leve su cui agisce la manovra per rilanciare gli investimenti nel meridione. Due misure e un unico denominatore comune: lo zero. Zero nel senso che il legislatore riconosce alle otto regioni del sud – Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia – la possibilità di ridurre l'aliquota Irap fino ad azzerarla quando ci sono in ballo nuove iniziative produttive. Zero come il taglio radicale che in alcune zone meridionali si potrà effettuare sulle procedure burocratiche per il rilascio delle autorizzazioni necessarie per avviare nuove attività. Con il combinato delle agevolazioni si spera di ridare un po' di fiato all'asfittica situazione imprenditoriale del meridione. La manovra sull'Irap si presenta come un assaggio di federalismo fiscale. Alle regioni, infatti, si riconosce la possibilità di agire su più versanti. Il primo è la possibilità ridurre l'aliquota, dunque di scendere dall'odierna imposta ordinaria del 3,90% fino all'esenzione completa. Finora, le amministrazioni regionali avevano margini di intervento assai più ristretti, perché potevano limare (ma anche aumentare) al massimo di un punto percentuale. Misura a cui molte realtà hanno fatto ricorso. C'è stata solo la Sicilia che, forte dell'autonomia,ha finora applicato esenzioni totali oltre quelle consentite dalla legge, che riguardano le sole onlus. La regione ha, infatti, già azzerato l'aliquota per le imprese turistiche, alberghiere, artigianali, operanti nei settori dei beni culturali, dell'information technology e dell'agroalimentare con fatturato non superiore a 10 milioni di euro. Nel caso le regioni non ritengano di dover ricorrere all'azzeramento dell'aliquota, la manovra consente di ricorrere a un sistema di esenzioni, detrazioni e deduzioni in grado comunque di alleggerire il carico fiscale delle start up. Si tratta di un ventaglio di agevolazioni che già esiste, ma al momento limitato a particolari settori produttivi. La novità della manovra sta, invece, nel fatto che non si fa distinzione di sorta, poiché gli sconti fiscali – esenzione totale compresa – sono previsti «nei riguardi delle nuove iniziative produttive». Data l'autonomia impositiva sul versante Irap, saranno le stesse regioni a decidere quale agevolazione adottare e in che misura. Sarà, invece, un decreto, predisposto d'intesa con le amministrazioni regionali, a stabilire il periodo d'imposta dal quale potranno essere applicate le novità della manovra in fatto di Irap. E occorrerà un decreto anche per dare impulso all'altra norma di favore per il sud, battezzata «zone a burocrazia zero» che anticipa l'altro progetto BerlusconiTremonti sulla totale autocertificazione per le Pmi con verifiche ex post dei requisiti. Perché seppure delle procedure veloci beneficerà il meridione, non si tratterà dell'intero territorio. Il decreto ha lo scopo di fissare quali parti del sud – purché non sottoposte a vincolo – potranno tagliare la burocrazia. All'interno dei confini tracciati dal decreto, a mettere la firma sulle autorizzazioni – tranne quelle tributarie – indispensabili per far decollare una iniziativa imprenditoriale sarà il commissario di governo, che adotterà i provvedimenti in 30 giorni. Dopo quel termine, infatti, scatterà il silenzio assenso. Non solo meno carta e tempi morti ridotti, ma anche più controlli: i prefetti, infatti, dovranno dare priorità alle zone a burocrazia zero quando si tratterà di realizzare piani di presidio e sicurezza del territorio.

L'articolo di Andrea Maria Candidi e Antonello Cherchi pubblicato da Il Sole 24Ore è inserito nella Rassegna Stampa presente nell'area Ufficio Stampa.